L’IMPLOSIONE

ImmagineSono stato in silenzio. Molto tempo è trascorso dal mio ultimo post, peraltro su temi diciamo “leggeri”. Nel frattempo ho insonorizzato una stanza, mangiando tante uova.

Questo metodo, in voga negli anni 70-80, utilizzava i contenitori, in cartone, delle uova. Così si insonorizzava la radio privata, pardon, libera, da dove trasmettevi, dall’altro ti veniva un fegato così !

Sicuro che i suoni restassero tra le mie quattro mura ho acceso tv, computer, tablet, smartphone, non volevo perdere nessuna notizia, volevo stare in disciplinato silenzio, mentre illuminati professori salvavano la nazione.

Ogni tanto mi addormentavo, specie durante le conferenze stampa del prof Monti, ma subito percuotevo la mia schiena con un gatto a nove code, come addormentarsi di fronte a cosi tanto illuminata persona!

Tanti i tentativi per distogliere la mia attenzione, da Fiorello che lascia twitter, a qualche suicidio di imprenditori o operai, da Calearo con i problemi del mutuo, a Fede, in mobilità a 81 anni.

Ma io fermo, stoico, non mi sono lasciato distogliere, ecco le liberalizzazioni, ecco la riforma del lavoro, ecco è fatta, leggiamola, analizziamola.

Come è finita? Non lo so? Tutto si è fermato, dopo Berlusconi si era dimesso anche Bossi, e con lui implosa parte dell’opposizione e forse tutta la seconda repubblica. Per la terza …vedremo! Potrò uscire? Sarà sicuro? Riusciremo a vedere la luce del sole?

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PARTE E.T. ARRIVA MARANO!

Ogni anno è la stessa storia , qualcuno s’impadronisce di Sanremo, un ectoplasma, un golem, un gremlin, ed inizia a sproloquiare. Se la prende con Dio, e con il Papa, con Sarkozy e con Aldo Grasso, con Paperino e Gambadilegno.  E’ quello che è accaduto ieri sera , prima sono apparsi Luca e Paolo, hanno detto una quantità di ovvie minchiate su cui non vale la pena di soffermarsi, infatti la loro performance si è sciolta come neve al sole sui resoconti da Sanremo, superata dalla mega minchiata, il comizio di Celentano.

Non ho capito quando Celentano è diventato un guru della comunicazione, ah, si, ad un Fantastico, un suo silenzio, forse perché distratto, fu interpretato come un nuovo modo di fare comunicazione, e da allora e’ stata la fine. Dibattiti, discussioni, valutazioni se invitarlo o meno a questa o quella trasmissione, lui poi andava, faceva un ammiccamento, e il pubblico urlava al genio.

Ora, ieri sera, sono state dette delle ovvietà da bar, un po’ caricate dal fatto che Adriano non ammette critiche quindi giù Famiglia Cristiana e Avvenire, perorandone addirittura la chiusura, ma quello che non ho capito chi erano gli imbecilli che applaudivano, almeno sapevano di cosa stesse parlando?

Si perché il problema è sempre quello, il pubblico, la domanda, l’artista può dire quello che vuole, ma il pubblico deve applaudire o fischiare non a comando, sennò è meglio che stia li, fermo, ad attendere, anzi non è necessario che voti, tanto ieri sera questo atto glielo hanno pure annullato.

La solita visione dell’extraterrestre che arriva in Italia e scopre un signore in là con gli anni su un palco intento a suonare un  tavolo e bere acqua (spero!) e sparlare della Chiesa cattolica e di alcuni suoi esponenti e media. Intanto il contesto, perchè, si domanda E.T.  questo accade al Festival della Canzone Italiana? E come mai quelli che applaudono alle sue critiche appartengono tutti, quasi tutti, alla confessione religiosa tanto criticata?

 Non siamo in grado di rispondere a E.T. che decide di andare via, al suo posto arriva Marano, per commissariare l’ennesimo danno al paese, alla faccia dell’abbassare i toni! Forse si riferivano a Little..Little Tony!

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L’ABBONATO DEL MESE OVVERO….

 

“Se un albero cade nella foresta e non è stato ripreso dalla televisione l’albero è realmente caduto?” Questo esempio e’uno di quelli più utilizzati per spiegare la potenza del mezzo televisivo e soprattutto come, tutti noi , trasversalmente, senza distinzioni economiche o sociali, ne siamo fruitori.

Ne ho avuta personalmente la dimostrazione partecipando al programma di Sky Inside in onda sui canali 300, 400, 600 eccetera di Sky. Si tratta di una sorta di prossimamente, condotto da Gioia Marzocchi, che vede, nell‘arco del mese, avvicendarsi in studio tre ospiti, provenienti dal mondo dello spettacolo, dello sport, comunque conosciuti. La loro intervista, viene condita da presentazioni dei film, telefilm, programmi di cucina e altro, in onda su Sky in quel periodo. Al termine del “rullo” dedicato all’ospite importante è il turno dell’abbonato del mese, sempre intervistato da Gioia, e che il percorso narrativo vuole che stia trascorrendo il mese negli studi di Sky, dando vita a brevi siparietti, tre, uno ogni dieci giorni,  interrotti da  presentazioni dei film e dei programmi in onda.

Questo breve sinossi era necessaria per spiegare che l’abbonato del mese di gennaio sono stato io; una curiosa e divertente esperienza, nata per caso, attraverso un amico che lavora a Sky e che sapeva della mia passione per il palinsesto e del mio abbonamento di lunga data.

Non starò qui a parlare del come sia stato realizzato, ma dell’effetto, l’effetto di un micro programma (il mio intervento, se cronometrato, dura pochi minuti) ripetuto diverse volte, su un canale che non trasmette altro ma solo un bellissimo prossimamente.

Premetto che non avevo avvertito nessuno, solo mia sorella Federica, che comunque non ha Sky, ebbene, a pochi giorni dalla messa in onda sono stato contattato dall’edicolante, dal macellaio, da tutti quelli della palestra, mi hanno telefonato anche  da Cortina, alle tre del pomeriggio di un sabato. Anzi ho saputo dal “villeggiante” in oggetto, e in anteprima, che le fiamme gialle stavano facendo il famoso controllo!

A tutti i maschi, e femmine, che me lo hanno domandato e sono stati tanti, approfitto del post per riconfermare che sì ! Gioia è una bella ragazza! Simpatica e cordiale! Ebbene sì,  Gioia , sembra che dovrai dar vita ad un fan club!

Le curiosità sulla conduttrice, tipiche dell’immaginario dell’universo maschile, sono state anche quello un segno di come la televisione sia nel nostro quotidiano. Di come Sky non sia più un episodico esperimento ma un bacino a cui attingere.

Anche se sono stati 15 minuti di warholiana celebrità, chi ne è protagonista viene pervaso dalla momentanea  e anche piacevole “droga” della celebrità televisiva. Chi lo conosce può, pensate, vantarsi di conoscerlo. Chi lo conosce e non ha visto il passaggio televisivo, “esige” che tu glielo scarichi su una pen drive.

Sono stato sempre convinto che quello che viene detto attraverso la televisione costituisca per molti una certificazione della verità, e questo livello di autenticazione rimane tuttora, nell’era dei tablet, di twitter, di facebook, di google e di volunia.  Segno che a dispetto dei tanti denigratori la televisione è e resterà ancora per molto tempo un’indiscussa protagonista regalando anche 15 minuti di notorietà ai futuri abbonati del mese.

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Non scusatevi, dopo! Prima di parlare, pensate!

Facciamola finita! Vabbè che questi sono “tecnici” e non politici, ma se dicono minchiate non devono poi scusarsi, adducendo scuse assurde oppure, peggio,lapsus o incomprensioni dei media.

Scusate il fervore, ma prima Martone con la dichiarazione sull’essere “sfigato” a chi si laurea dopo i 28 anni, ieri Monti col definire “finito” il posto fisso, oltre che noioso.

Siamo alla frutta, abbiamo sbroccato. O meglio viene fuori sempre più l’aspetto professorale, da economista che sperimenta, considerandoci alla stregua di quei teneri beagle da laboratorio.

Basta posto fisso, basta art.18, largo ai giovani, i 50 enni senza lavoro li mettiamo in una riserva in attesa che muoiano, quelli che lavorano in pensione a 70 anni.

E qui scatta la sperimentazione, a 60 anni l’azienda ti trasferirà da Milano a Piacenza, con il tempo ti accorgerai di non farcela, chiederai un posto più vicino, ma le nuove norme condurranno al licenziamento, quindi senza più stipendio e senza pensione.

I grandi soloni dei media tacciono su questo e, formata una nuova compagnia di giro, presenziano in diversi salotti televisivi, approvando o meno, ma con cautela, l’operato del governo, godendo di quella visibilità che era dei politici, e come loro che non si comportavano da statisti, loro non fanno ne i giornalisti, ne gli editorialisti, fanno i”ganzi”, pontificando con quell’aria di sufficienza.

Nel frattempo i politici dove sono? Cazzeggiano, non controllano i bilanci, nemmeno quelli di partito, e vanno a fare i duelli televisivi, con i pupazzi di gomma degli “Sgommati” (abbiamo già visto La Russa e Vendola). E noi?

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Italia:terra di terremoti e terremotari!

ImmagineIeri un terremoto ha scosso il mio silenzio, troppo zitto, fermo, meglio usare questo blog a fini terapeutici, dando sfogo ai miei pensieri e ordinandoli in forma scritta.

Tanto è successo dall’ultima volta che sono apparso su questo spazio, talmente tanto che ci vorrebbe un inserto, come quelli di fine anno che pubblicano i periodici.

Quindi mi limiterò a ieri, ieri, quando, appunto. c’è stato un terremoto, nel nord Italia.

Ho sentito come se le tende da Sole fossero scosse dal vento, ma non c’era vento e le tende erano alzate. Poco dopo il custode del condominio ha citofonato per chiedere se avevo sentito il terremoto, quindi si è scatenato twitter (lo stesso che oggi Gramellini, nella sua rubrica su La Stampa, critica per il troppo utilizzo..è vero! Ma ne riparleremo!) e poi le telefonate.

L’epicentro era dalle parti di Brescello, terra di Don Camillo e Peppone, e dopo lo spavento tutto è tornato “normale” .

Talmente normale che ieri sera, Mentana, nel suo tg, ha quasi schernito coloro che erano usciti per strada, ricordando che l’area colpita non è a rischio sismico , in particolare Milano.

Apprezzo la competenza di Enrico Mentana,  ma vorrei ricordargli che anche se non a rischio sismico una botta come quella di ieri può evidenziare le grandi magagne del nostro territorio, come ad esempio edifici pubblici costruiti “malino”.

Qualcuno, ad esempio, dovrebbe spiegarmi come può un temporale estivo, seppur forte, causare quello che vedete nell’immagine. E’ il primo piano dell’ospedale di Monza, il San Gerardo, questo soffitto è crollato al primo piano, sala d’aspetto, da dove si accede , ad  esempio , al reparto di terapia intensiva. Sicuramente un deplorevole incidente, un controsoffitto instabile, un errore rimediabile.

Ho pensato a questo soffitto, ieri, ascoltando Mentana, augurandomi che la scossa non avesse prodotto danni, perché l’Italia anche dove non è rischio sismico fa di tutto per rischiare lo stesso, come direbbe qualcuno “solo e sempre al sud! Anche al nord!!”

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2012..NON SOLO MAYA!

Il 14 aprile del 1912, alle 23.40, oltre 1500 persone morirono e con esse morì il sogno del Titanic. Come vedete, tanto per non farci mancare nulla, l’anno che verrà non solo è bisestile, non solo reca la profezia maya sulla fine del mondo, tanto cara a Giacobbo e agli altri che scrivendone incassano diritti d’autore, ma è anche il centenario del Titanic.

In un clima di anniversari funesti, veri o presunti, il crollo dell’Italia o dell’Euro troverebbe una giusta ambientazione e motivazione, anzi il popolo imputerebbe ciò non ad una politica che per decenni ha dissipato il dissipabile, non ad una riforma delle pensioni mai attuata e sempre rinviata per evitare di perdere consensi, non al mancato recupero di tasse evase o all’eliminazione di privilegi, ma all’anno bisestile, da sempre funesto, ai Maya, e al centenario del Titanic.

Sono stato zitto dal mio ultimo post, come Guzzanti in versione Prodi, sono stato “fermo”, in silenzio, in attesa. Ho sopportato quotidianamente ogni sorta di sollecitazione negativa. Dai racconti di amici e colleghi che ti riferivano di ulteriori rincari e di perdite di posti di lavoro al telegiornale di Mentana, che seppur utile per l’ampia rassegna politica che offre, fa rimpiangere, per la crudezza e la drammaticità dei temi trattati, i resoconti sui delitti più efferati. Sarà stato per questo che mi sono disintossicato cibandomi di cronaca nera, dai documentari di Lucarelli a Csi. Volevo sopravvivere, e attendere e adesso, ci siamo. Oggi, molto presumibilmente, si riunirà il Consiglio dei Ministri che varerà la manovra. Per l’ennesima volta, da quando sono nato, si userà il termine lacrime e sangue, per l’ennesima volta si darà la colpa agli altri, ma, a leggere le anticipazioni, la prenderanno in tasca i soliti idioti, e non parlo dei protagonisti della fortunata serie di Mtv.

I redditi fissi di circa 4000 euro mensili netti sono da oggi, per il governo dei professori, segno di ricchezza e quindi tassabili. Certo faranno meno sacrifici dei dipendenti della Ideal Standard, rimasti tutti senza lavoro, ma per uno che fa la spesa, definire tale cifra “ricchezza” appare una presa per il culo, senza usare eufemismi e perifrasi.

Impossibilitati a colpire chi detiene la vera ricchezza, abilmente distribuita i srl e spa di facciata, il governo punta a varare delle patrimonialine dissimulate che aggrediscono qua e la, dalla seconda casa al posto barca, ai redditi di circa 4000 euro al mese. Per risparmiare inoltre, visto che volevano essere equi, tagliano i trasporti e la sanità, voci che saranno sempre meno necessarie, in fondo visto il continuo aumento di disoccupati non sarà più necessario il trasporto locale, e chi manterrà il lavoro dovrà almeno contribuire. Per quanto riguarda la sanità ci si augura che parecchi degli attuali vecchi tolgano subito il disturbo, complice un bell’inverno, per gli altri ci sarà una selezione naturale, man mano che invecchiando dovranno attendere di andare in pensione. Morendo magari sul treno da pendolari,sempre più scalcagnato, che li porta a casa da oltre 40 anni.

Questo taglio ai trasporti suona ancora più grottesco, ma avrò occasione di riparlarne, mentre le Ferrovia, ultimo mezzo di comunicazione alla portata di tutti vira verso un profilo di lusso, dalla nuova linea di Montezemolo, Ntv, alle 4 classi di Trenitalia, dove, per chi viaggia in seconda, c’è l’obbligo della permanenza coatta nel proprio scompartimento, per tutta la durata del viaggio. Chissà se possono usare i servizi o hanno in dotazione un sacchettino.

La manovra Monti è in fondo il giusto regalo di Natale ad un paese che ha eliminato Berlusconi ma non il Berlusconismo, malattia presente in tutte le classi sociali e che si manifesta ostentando e possedendo simboli e oggetti che uno non può permettersi.

Monti, d’altro canto, ha preso tempo, si è tagliato i capelli, ha parlato con tutti, ma alla fine, e  spero di sbagliare, non ha fatto altro che varare l’ennesima politica di rigore che tagliando e tassando vorrebbe con una aspirina guarire un malato terminale. Nessun impulso alla crescita, niente per le imprese giovanili ma neanche per le imprese di quei 40enni 50 enni che perso il posto di lavoro non hanno nemmeno una pensione, e sono tanti.

D’altronde Monti, una volta esaurito il suo compitino da commercialista tornerà ad essere uno dei tanti ricchi privilegiati, senza nemmeno preoccuparsi della perdita di consensi, lui, come ebbi modo a dire, è come un medico, a differenza dei politici che usano addolcire lui deve comportarsi in modo rigoroso per guarire, e, visto che siamo in tema di zuccheri, affrontare il diabete italico non solo con una dieta, ma anche con movimento e sport.

Così, però, non si guarisce, si affonda sempre di più. Come il Titanic.

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“ROVINOSAMENTE SULLE ROVINE”

Una cosa è certa, ancora non so dove sia finito Capezzone, quello che invece ho tanto atteso non è accaduto.

Ho fatto un “fioretto”, ho detto non scrivo più fino a  quando il nuovo governo non si insedia e promulga un bel decreto. Ma rischio di non scrivere più davvero, a parte il decreto per Roma Capitale, che per molti ha un significato pari alla supercazzola di Tognazzi, nulla è cambiato.

Lo spread continua a soffiare minaccioso, gli economisti stanno alla trasmissioni televisive come i criminologi quando c’è un bel delitto, Vespa sta pensando al plastico della nostra amata nazione, e Monti con la battuta “andare a fondo” pronunciata ieri in quel delle sedi europee, scopre che sa far ridere. Dote non indispensabile , visto i  precedenti, per governare bene un paese.

Intanto la magione arcorese è già addobbata a festa, le luminarie, in città, sono già disposte, ma coscientemente spente, un po’ per tradizione un po’ per risparmio, suppongo. L’entrata di villa San Martino invece.  sembrava ieri, alle 19, la festa di Piedigrotta, un Cantanapoli brianzolo. D’altronde è appena uscito il disco di Apicella.

Insomma nulla cambia tutto si trasforma, come diceva l’inventore della plastilina (scherzo!) e abbiamo un governo di cui a fatica conosciamo volti e nomi e soprattutto voci. Forse ci penserà Fiorello a illustrarceli, forte del suo ruolo di salvatore della patria, di aggregatore nazional popolare ( per aver definito così i programmi di Baudo il presidente della rai di allora, Manca, per poco non fu sfidato a duello dal Pippone nazionale!).

In realtà Fiorello ha solo salvato la Rai, distrutta da coloro che volevano accontentare lui, Silvio, depauperandola di uomini e idee e quindi di pubblicità e soldi.

Come vedete, gira gira, si torna sempre a parlare di lui, e delle macerie che ha lasciato. Come quelle di Milazzo, Barcellona, Saponara, ennesima tragedia nazionale per un paese che, avendo fatto delle rovine del passato, motivo di orgoglio turistico ha pensato bene di trasformare in rovina anche il presente. Direi che ci stiamo riuscendo.

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“TUTTI UNITI PER UN NUOVO MIRACOLO ITALIANO”

Adesso basta! Oggi è il primo giorno dell’era p.B. (post Berlusconi), quello che invece non è e che non siamo fuori dall’era Berlusconiana, e questo si palesa nel comportamento della gente comune, di quelli che seppur con le pezze (dove, decidete voi!) ancora ieri lo difendevano, dicevano meglio le urne, e chiudevano parlando dei soldi che ha speso Moggi per difendersi in tribunale.

L’italiano è un fesso! Abbiamo una lega che difende un nord lavoratore dove gli imprenditori,  i “principali” come li chiamano i loro dipendenti, sono spariti. Anche le più piccole aziende delocalizzano, licenziano, assumono a progetto e a scadenza. Imprenditori che disprezzano il sud, uno, una volta, mi disse, orgoglioso, di non essere mai andato a Napoli o in costiera (Amalfitana), ma poi stringono accordi con la camorra per seppellire i rifiuti tossici nei pascoli delle bufale da mozzarella.

Al sud po, e parlo per esserci vissuto per quasi vent’anni, l’italiano, da sempre, si caratterizza per quel suo atteggiamento rassegnato, da pietismo deamicisiano, da bastonato dal governo, dai potenti, dalla scuola, dal governo, dalla mafia. Vero, in alcuni casi ma falso nella maggior parte, figlio di quel malcostume dove diventare un dipendente statale era come vincere alla roulette, e tanti anni di governi DC capirono che un do ut des in questi termini avrebbe fidelizzato i consumatori, pardon, gli elettori.

Non mi si scassino i “cabasisi”, come direbbe Montalbano, con quello che hanno combinato i governi di centrosinistra, non se lo ricordano nemmeno loro di essere stati al governo, mi permetto però di annotare uno spread a 37 e un avanzo primario al 5% quando lasciò Prodi.

Non facciamo, inoltre, il solito giochino a guardare i francesi che stanno peggio di noi perché hanno un presidente pirla che si diverte a ridacchiare alla Louis De Funes (motivo per cui cinematograficamente i film francesi, per anni, mi sono stati indigesti) loro sono loro, noi siamo altri, loro hanno la tripla A, possono rivendicare di aver fatto fuori Gheddafi, e di aver creato l’attuale asse Franco-Tedesco, noi, grazie al nostro “grand’uomo” abbiamo ampliato ancor di più il debito pubblico, ormai terzo al mondo, non volevamo mandare a casa Gheddafi, e sulla scena internazionale rispondiamo ai sorrisini di Sarkozy con Giuliano Ferrara in versione di omone sandwich.

Nel frattempo un post-it per tutti coloro che ieri ne hanno già nostalgia, in questi mille giorni a differenza della canzone di Claudio Baglioni non si è trattato di me e di te, ma solo di lui, dei suoi processi, dei suoi piani per bloccare Rai., magistratura e , ciliegina, di tutte le sue “amicizie” . Vogliamo chiamarle così?

Cosa potevamo aspettarci, che il mondo approvasse! Non è falso moralismo ma, anche in quel caso, di crollo della credibilità. Dire che riteneva Ruby la nipote di Mubarak (senza far controllare tutto dal fido Gianni Letta o da Ghedini) è normale per un popolo di fessi, di gente che già sognava di far prostituire le loro figliole per sistemare tutta la famiglia e tra questi, tanti, erano anche ieri sera a gridargli contro. E’ facile criticare quando tutto crolla, l’italiano è un fesso, anzi come si dice al nord un povero pirla, non ha mai il coraggio delle sue idee e vive una vita di luoghi comuni, fatta di una ignoranza crescente e dequalificante. D’altronde è nel dna l’orgoglio nazionale, i loro padri erano quelli che votavano democrazia cristiana, salvo poi no ammetterlo ma dire “non posso dirti per chi ho votato ,il voto è segreto!”.

E’ in questa Italia dove da sempre vedere gente a tavola è segno di benessere (ma con un pranzo non ce paghi er mutuo!), che il Berlusconismo si è insinuato, trasformando i Cipputi di una volta in possessori di Suv a rate, ora , oggi, nel primo giorno della era p.B. siamo ufficialmente commissariati, ora, fino alle prossime elezioni, dobbiamo scordarci dei cazzeggi, dei nani e delle ballerine, i professori della Bocconi, come i dottori di Rembrandt, giungono al nostro capezzale con l’ordine di rimettere a posto le cose, è nell’interesse di tutti farlo, l’alternativa è la fine, e come nel quadro di Rembrandt una lezione su un corpo morto.

Potevamo andare ad elezioni anticipate, ma solo se avessimo avuto un sistema che consentiva di farle entro poco tempo, con l’attuale facevamo in tempo a fallire.

Quindi un appello, uniti, UNITI! Diamo un senso a questi 150 anni, rifondiamo l’Italia, non iniziamo a criticare già il nuovo esecutivo con i se e con i ma, si fissino i punti e si portino avanti. Poi quando la febbre sarà passata, si potrà tornare a votare, per dare vita ad un nuovo governo che ricostruisca, che dia certezze, che sia lì per noi e non perché ricco di uomini riconoscenti al capo partito!

E’ troppo? Forse, ma preferisco parlare di soluzioni per il paese che di processi, sono stufo di vergognarmi anche quando parlo via skype, con un amico all’estero, soprattutto perché prima ti facevano le battutine ora ti commiserano.

Possiamo farcela, tutti insieme, per “un nuovo miracolo italiano” e allora si che con una musica diversa potremo gridare “forza..Italia!!”.

 P.S. Che fine ha fatto Capezzone?

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“IO VORREI,NON VORREI,MA SE VUOI”

Adesso ci diranno che sussistono motivi tecnici, la realtà è un’altra, non ci credono più. Facciamo un confronto con la mattinata in cui Giuliano Ferrara ha dichiarato che Berlusconi si sarebbe dimesso nell’arco delle prossime ore, se non minuti. La borsa fece un balzo in avanti, lo spread iniziò a diminuire. La smentita sortì l’effetto contrario.

Le future dimissioni, dopo l’approvazione della legge di stabilità e del maxi emendamento, annunciate ieri, non hanno sortito effetto analogo, ma era prevedibile. Berlusconi non si è dimesso. Ha temporeggiato, annunciato, andato da Giorgino, via telefono, da Belpietro , sempre via telefono,su Canale 5 , nel mattino 5. Pur sapendo che le prerogative sono di Napolitano ha iniziato a fare campagna elettorale, a dire che oltre a lui non c’è nessuno, che bisogna andare alle elezioni. Altro che passo indietro, di lato, qui va avanti, forse non informato dello sprofondo in cui cadrà, anche perché sorretto dai suoi uomini e donne. Come la Dalla Chiesa, che poco fa, a Forum, prima della pubblicità, ha detto una frase sui Giuda Iscariota,sempre pronti a vendersi per 30 denari, e “noi sappiamo”, diceva, “di chi parliamo”. Quel dire non dire spiacevole, che ricorda tanto il linguaggio mafioso e che detto dalla figlia di un eroe italiano, dimenticato troppo in fretta, ed ucciso dalla mafia, suona malissimo.

Ma forse non parlava di politica, in fondo stavo facendo zapping, forse parlava del caso in discussione nel tribunale televisivo, oppure , se parlava di politica stava commentando con critica  quello che ha fatto Scilipoti lasciando l’IdV: sarà proprio così.

Fatto sta che alle dimissioni annunciate, del tipo “io vorrei non vorrei ma se vuoi” non ci ha creduto nessuno, nemmeno lui. Il risultato lo stiamo vivendo, e siamo lontani dalla conclusione di questo tormento. Spicca, oltre lo spread, quanto ha perso il titolo Mediaset, segno del conflitto d’interessi presente nel nostro paese.

“Continuiamo a faci del male” citazione Morettiana, ma lui se la prendeva con chi non conosceva la torta Sacher, noi invece le torte rischiamo di prenderle in faccia, e quelle delle mucche, ben digerite.

Berlusconi si deve dimettere, non promettere che, forse, lo farà. L’esecutivo rimane in carica per il disbrigo degli affari correnti tra cui la votazione del maxi emendamento e il tutto deve avvenire entro una settimana, in fondo a fare le cose in poco tempo sono bravi, specie quando interessano, lo so questa volta non ci sono in ballo giustizia, intercettazioni, processi brevi e lunghi, bisogna lavorare in gran fretta per gli Italiani, è una cosa strana , ma se s’impegnano ce la faranno. Lo spero!

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Le ” pale ” che girano

Facile umorismo, da film con Alvaro Vitali, ma, abitando ad Arcore, e sentendo verso le 4 di oggi pomeriggio , il rumore di un elicottero, non ho potuto fare a meno di pensare alle “pale” che girano. Questione di “elle” dirà qualcuno al posto del feeling cantato da Cocciante, venuto meno tra il cavaliere e , non ultima, Gabriella Carlucci. D’accordo, la politica è fatta di accordi, patteggiamenti, numeri, ma, sinceramente, questi che passano di qua mi fanno schifo come quelli, Scilipoti docet, che passarono o passeranno di la. E non è falsa moralità, già non li eleggiamo, già si trovano li in virtù di liste bloccate, granitiche, e poi non sei manco riconoscente! E’ triste quello che accade! Oggi, comunque, sempre ad Arcore, il cielo era plumbeo, poi, verso le 12 un improvviso sole, Giuliano Ferrara aveva detto, poco prima, sul suo sito, che le dimissioni di Berlusconi erano una questione di ore, minuti forse. Ovviamente il meteo non subisce queste influenze ( non so!) ma lo spread e la borsa si, il primo sull’onda di queste notizie è incominciato a calare la seconda ha visto il suo listino crescere. Ma ad un certo punto lui ha detto no! Non era vero che si stava dimettendo, anzi vuole vedere in faccia i traditori. E forse, sull’onda di quel messaggio alla nazione ( ma sembrava più un avvertimento e non troppo politico!) è partito alla volta della capitale, con l’elicottero, che ha iniziato a girare le pale. Quanti elicotteri sul nostro paese. quanto girar di pale.

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