Per me entrambi, e, se possibile, in versione XXL. Lo so sarò un matto, ho sposato una folle, ma l’attuale mia dotazione degli allestimenti natalizi è composta da almeno otto casse. In esse sono custodite le decorazioni della casa, dell’albero e del presepe.
Li facciamo entrambi. L’albero è alto circa un metro e ottanta e rifuggo ormai da quelli naturali, m’intristisce vederli morire, mi sono quindi indirizzato verso un robusto made in China, che, ogni anno, viene reinterpretato in modo diverso, l’importante però è mettere le luci prima e verificare, ancor prima, che funzionino. Montare le luci e accorgersi poi, che a causa di una lucina su 180, la catena risulta tutta o parzialmente fulminata, provoca un’ondata di panico enorme. Un albero senza luci poi è, è … “spento”.
La disposizione delle luci sull’albero è strategica, in un appartamento da spot televisivo l’albero troverebbe collocazione al centro della sala, visibile da tutte le parti, difficile questo accada in un normale trilocale, per stare larghi. Ecco perché, una faccia, quella che dà verso il muro, risulterà non vista, quindi meglio lasciarla, come la faccia nascosta della Luna, al buio, le luci potranno così dare il meglio nei restanti lati.
Le decorazioni sono lasciate al gusto e all’estrosità dei “decoranti”. Ovviamente è staticamente provato che più sono belle più sono fragili e difficilmente sopravviveranno per il prossimo Natale. O meglio le vedrete il Natale successivo, saranno lì bellissime, integre, per poi schiantarsi sul pavimento due minuti dopo essere state posizionate.
Suggerisco di non creare palle di natale con i nomi di parenti, amici, fidanzati, amanti, in caso di inaridimento dei rapporti le palle …. a voi le possibili considerazioni da cinepanettone.
Comunque io personalmente sono legato alle decorazioni in vetro colorato, mi ricordano l’ infanzia e le ore passate a guardarle. Avevano un effetto ipnotico come le spirali nelle biglie di vetro.
Il presepe è un altro discorso, innanzitutto richiede impegno e spazio, in caso contrario “accattatevi” una capannina e alla fine del periodo riponetela con il tutto.
Non è necessario arrivare alla perfezione di alcuni creatori, ricordo un presepe opera di mio padre con l’aiuto di Pietro, un figlio di amici, alcune capanne furono realizzate con la cartapesta, il muschio e il terriccio erano autentici, mancavano solo le pecore in salotto poi con gli zampognari (quelli erano veri, vennero in casa a trovarci!) il quadro era completo.
Per quanto mi riguarda, visto che il presepe è dotato di alcune figure e parti in movimento, dalla fontana al fuoco dal falegname al pizzaiolo (sì proprio lui, acquistato ad Ischia) ho destinato una cassa ai cavi che servono a collegare tutto ciò. Meglio averli sempre pronti che privare computer e tv di alimentazione energetica.
Segue quindi la realizzazione vera e propria del presepe, opera esclusiva di Gabriella, mia moglie. Che, rassegnata, lascia me il tocco di follia finale, quando alcuni personaggi “inusuali” vengono nascosti tra pastori e cammelli, una sorta di “Dov’è Wally!” che ha visto protagonisti da Darth Vader di Guerre Stellari a San Francesco, da un Alpino a Simpsons. Quest’anno potrebbe essere il turno dei Minion…chissà.
Comunque controllate sempre la fontana, prima d’installarla e riempirla, un’inondazione del presepe non prevede interventi della protezione civile ma solo un grande danno con parolacce varie e dato chi è il protagonista della rappresentazione non mi sembra proprio il caso.

