“Com’è bella la città
com’è grande la città
com’è viva la città
com’è allegra la città.
Piena di strade e di negozi
e di vetrine piene di luce”
Così cantava Giorgio Gaber, e mai, come in questi giorni, è di attualità l’ultima strofa.
Le città e con essa i negozi, i grandi magazzini, i centri commerciali, si appropriano, durante il Natale, della funzione di dare luce al paese.
Sarebbe interessante, durante questo periodo, esaminare la nostra penisola dallo spazio infinito, a mio modesto parere potremmo apparire come una lunga pista aeroportuale, pronta per l’atterraggio di Babbo Natale.
Tralasciamo i soliti discorsi da “braccino corto” della serie “forse esagerano!”, “che spreco!”, “ai miei tempi …” ma soffermiamoci solo su un aspetto, quello del cattivo gusto, figlio dell’eccesso sfrenato e dei dilettanti delle luci.
Anche a me piace vedere un po’ di luminarie in un condominio, lo ravviva , lo rende divertente, forse più di quelli che lo abitano, ma trasformare il proprio balcone in una triste succursale della vecchia Las Vegas il passo è breve.
Ricordo un paio da anni fa un bagliore visto da lontano, era l’accensione, su un minuscolo terrazzino, di una decorazione luminosa raffigurante la slitta di Babbo Natale, accompagnata da un raggio laser rivolto al cielo. Mancava solo la sagoma del pipistrello e avremmo avuto il bat-segnale che usava il commissario Gordon per chiamare il mitico Batman.
Ci sono poi quelli mettono luci in sincrono con la musica, in questo caso forse dovrebbero ricordare che ci sono dei vicini e verificare se hanno pagato i diritti alla SIAE, i loro ispettori sono capaci di scendere anche giù dal camino.
Quelli che hanno le micro villette si scatenano poi con alci illuminate a giorno o faretti che sparano effetti da discoteca sulla superficie della casa.
Solo l’idea di far saltare il contatore tiene a freno l’immaginazione e la creatività ma certo se non ci fosse tutto ciò che Natale sarebbe.
Come dice Luciano Ligabue in “Urlando contro il cielo”
“Non si può sempre perdere
per cui giochiamoci
certe luci non puoi spegnerle”

