“Italiani, degno popolo di Tafazzi”

Ricordo un servizio del Tg5, Schumacher, alla guida della Ferrari era destinato a vincere il campionato del mondo di Formula 1, il servizio lo accusava di avere ucciso il campionato, ormai privo di interesse.
Tafazzi era uno dei personaggi interpretato da Giacomo Poretti, componente del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, sua caratteristica il masochismo, traeva gioia nel martellarsi le parti intime maschili con una bottiglia di plastica.
L’episodio ricordato in apertura si collega a quanto sto assistendo da alcune ore, da quando “La Grande Bellezza” ha vinto l’Oscar. Vedo sui social un proliferare di seguaci di Tafazzi, che, indipendentemente dal fatto di essere orgogliosi che un film italiano abbia vinto questo premio (in attesa di definirlo anche più o meno importante , più o meno commerciale , di altri premi) continuano a pontificare che non è Tornatore, non è Benigni.
Tranquilli, anche Tornatore e Benigni furono criticati e maltrattati per i loro film da Oscar, non era ancora l’epoca dei social, ma molti si diedero da fare, anche allora non prevalse l’orgoglio nazionale ma la salsa snob di cui si nutrono molti connazionali. Magari gli stessi che giudicarono inappropriato conferire il Nobel a Dario Fo.
Un popolo di Tafazzi , appunto, che piuttosto che vantare un successo per il nostro paese preferiscono martellarsi allegramente le palle!
E comunque risparmiate le energie, tra poco tutti commissari tecnici, c’è il campionato del mondo di calcio. E se questa è l’accoglienza forse meglio non vincere.

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