16 secondi non bastano per diventare saggi

Due vecchi signori si sono incontrati ieri dopo qualche tempo, uno dei due è ormai in pensione, e, guarda caso, il suo posto di lavoro, è gestito dall’altro signore. Sono entrambi vecchi, no, non anziani, ma il primo per qualche malanno e troppe preoccupazioni ha deciso di uscire di scena, di dimettersi. Eppure , tra i due , non c’è gelo, anzi, una buona amicizia, buona, non calda, uno dei due è di origini nord europee, e la sua educazione e formazione non sembra trascinarlo in quelle manifestazioni di affetto tipiche dei popoli mediterranei.
Eppure, quando si sono incontrati, sembrava fossero felici entrambi, dei loro ruoli, di esserci ancora , di quello che rappresentano, per se stessi e gli altri.
Cambiamo scena, interno giorno, un antico palazzo romano, centinaia di telecamere, quello che si dice un evento ma che la laica politica, spesso laida, trasforma, abusando, in un “rito”. Due giovani uomini, due importanti uomini, quasi coetanei, uno di poco sotto ai quarant’anni si devono scambiare uno strumento di potere, non è uno scettro, né un trono, né una valigetta con i codici nucleari, ma una campanella, una piccola campanella che si agita per aprire le riunioni, per zittire gli indisciplinati. Il momento è solenne , i due uomini sono alla guida di un paese, di una nazione, uno esce, l’altro entra, sono, politicamente, dello stesso partito. La luce rossa delle telecamere si mette in funzione, il canale di servizio della presidenza del consiglio si mette in funzione, i protagonisti sono davanti al popolo, in diretta, a qualcuno dei telespettatori forse scappa la pipì, “ma dai posso anche andarla a fare”, pensa, torna è già tutto finito, i due giovani uomini non ci sono più, solo telecamere e fotografi. Cosa è successo? Qualcuno è stato male? Ma ecco che il conduttore televisivo rimedia all’assenza da momento fisiologico proponendo, come un evento calcistico, il replay, i due giovani uomini politici, dello stesso partito, uno entrante, l’altro uscente, arrivano, non si guardano, uno da all’altro la famosa campanella, una stretta di mano e via, il tutto dura sedici secondi, nel gelo più assoluto, imbarazzando i presenti, vicini e lontani.
Non so se quanto fin qui raccontato sia accaduto veramente o no, forse, la saggezza, non si accompagna sempre alla giovinezza.

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PRIMO GIORNO DI SCUOLA

Oggi è virtualmente il primo ottobre, San Remigio, oggi infatti iniziava la scuola per i papà e gli zii over 50, e quindi i primini venivano detti “remigini”.
Per il resto non è cambiato molto in questi 40 anni e passa. In un’era in cui il mondo si ferma per sapere le nuove caratteristiche dei nascituri iphone, le scuole italiane fanno infatti ancora più schifo. L’edilizia scolastica necessita, si sa, di profondi restauri ma purtroppo per lei, non essendo monumento nazionale , come il Colosseo, nessun Diego Della Valle sponsorizzerà il recupero dei cessi della scuola secondaria di Palermo o di Ronco Briantino.
I collegamenti scuola – casa sono poi affidati alla roulette dei mancati introiti, ovvero riusciranno i comuni a far fronte a queste spese e soprattutto i gestori di treni e bus avranno i mezzi finanziari per mantenere gli impegni in termini di corse e mezzi? O dovranno sopprimerli in corsa?
Nell’era del tablet si fanno comprare ben dieci libri ad un bambino della prima media, l’affollamento di volumi scontati, disponibili in un punto fidaty di qualsiasi esselunga (anche i supermercati prenotano libri!) offre, in questi giorni, la giusta rappresentazione di un sapere che dallo scaffale va nel cestello come un prodotto qualsiasi, privo di quella ritualità propria del libraio, un tempo il vero ed unico sacerdote.
Pertanto, in questo clima ormai privo di cerimonie, dove pochi metterebbero le copertine protettive ai propri libri, sarebbe più opportuno imporre alle case editrici una scadenza , la digitalizzazione entro due o tre anni per iniziare subito, ove possibile, ad utilizzare già il tablet per questo scopo. Ovviamente c’è chi esibirà il tablet più costoso e chi quello da lettura , ma si sa un tempo erano i grembiulini, poi gli astucci, poi le matite, oggi le differenze sociali procedono di pari passo con l’evoluzione tecnologica, quindi non facciamo discorsi e provvediamo, a trarne beneficio saranno intanto le spalle dei ragazzi , non più costrette da zaini e trolley.
Non affronterò il discorso sui maestri e docenti, ne conosco tanti, so che molti lavorano bene, benissimo, con impegno, sono convinto che dovrebbero essere pagati di più e che ad una adeguata retribuzione risponderebbero con un impegno maggiore nella ricerca di nuovi strumenti educativi.
Purtroppo, rispetto a 40 anni fa, quando il mio maestro, in Sicilia , a Milazzo, lo chiamavamo Professore, per una naturale forma di rispetto, tanto che ancora oggi mi viene in mente come prof Romano. Dicevo che rispetto ad allora, un’epoca dove i maestri facevano il loro lavoro e le famiglie davano fiducia, consapevoli del loro ruolo, oggi tutto è cambiato: oggi le famiglie sanno tutto loro, si coalizzano, impongono, dirigono, ricattano, spesso in nome di fatidiche espressioni del pargolo del tipo “i professori c’è l’hanno tutti con me!” .
Povere stelline , peccato non aver potuto mai fare affidamento a questo tipo di dichiarazione, mio padre prima di scegliere un altro percorso professionale aveva insegnato, quindi considerava questa frase poco seria da parte di chi la diceva e da buon toscano gli provocava solo ilarità .
Con il tempo capii che aveva ragione, oggi dovrebbero capirlo molti genitori.
Per il resto mi auguro che questi remigini riescano a divertirsi, appassionarsi e a conservare nel futuro bellissimi ricordi come quelli che ancora oggi custodisco gelosamente. Con l’occasione un augurio va anche a tutti gli studenti che hanno iniziato il loro ultimo primo giorno di scuola, per loro , tra qualche mese, il risveglio sarà più brusco, quindi, salvando la pellaccia dell’animale, un “in bocca al lupo” ci sta tutto!

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Il Sillogismo ci rovinerà

Il sillogismo impera ormai nella politica italiana, in particolare nel PDL.
Berlusconi ha subito un’ingiustizia, dieci milioni d’italiani hanno votato Berlusconi, dieci milioni d’italiani hanno subito un’ingiustizia.
Sulla falsariga di queste argomentazioni nella giornata di venerdì , 2 agosto , 24 ore dopo la sentenza della cassazione, che ha condannato in via definitiva Silvio Berlusconi, abbiamo assistito ad una reazione che mi ha ricordato le repubbliche centroamericane degli anni ’60, tra il colpo di stato e l’arriba, arriba.
Con una reazione immortalata nell’obiettivo, che ha fissato le espressioni dei “colonnelli” del partito come in una sorta di quarto stato, si è dato poi il via alla reazione “composta” Berlusconi ha subito fatto un video messaggio in cui insultava tutta la magistratura , quindi ha decretato la successione dinastica di Marina nel partito, con ampio apprezzamento di tutti i dirigenti ( e cosa avrebbero dovuto rispondere?) quindi Brunetta e Schifani si sono recati al Quirinale per un ultimatum a Napolitano (ma non lo sapevano che il Presidente era in vacanza?) o la grazia subito o facciamo cadere il governo.
In questo clima di vera compostezza, degno di un partito che rappresenta una grande parte del paese, non oso pensare cosa possa accadere alla manifestazione pubblica che si accingono a fare, con sombrero e pistole occuperanno la capitale?
No , non siamo alla frutta, siamo al conto, in caso di elezioni , fuori dal Quirinale , non s’insedierà il gruppo dei Soldati di Silvio per chiedere la grazia ( a proposito perché non santo subito) ma la troika, ovvero Fondo Monetario e compari, per metterci in mora .
In fondo hanno anche loro da preoccuparsi , seguendo il principio del sillogismo se Berlusconi e’ un evasore fiscale e dieci milioni d’italiani hanno votato Berlusconi , dieci milioni d’italiani sono evasori.

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Abbiamo vinto ma…

Le caratteristiche “tafazziane” del Partito Democratico emergono anche in queste ore di successo per le recenti amministrative. In gergo sportivo hanno fatto “cappotto” 16 province chiave su 16, eppure devono sottolineare la scarsa affluenza , che erano solo amministrative, che hanno vinto nonostante il PD , ed altre amenità varie. D’altro canto quelli della parte opposta dichiarano che alle amministrative il PD prende sempre più voti perché il loro elettorato risponde e il loro no, e che senza Berlusconi non si vince. Ovvero due grossi problemi riassumibili nel summa non siamo un partito ma un’occasione d’incontro . Insomma comunque la si guardi abbiamo argomenti degni più di una seduta dallo psicoanalista che di una sezione di partito. A proposito della affluenza nessuno ha sottolineato che proprio da li dovrebbe partire la riforma elettorale, evitando d’iscrivere di diritto i cittadini italiani alle liste elettorali ma costringendoli a fare un atto preciso loro, sia che siano 18enni alla loro prima esperienza che 80enni navigati. Questo consentirebbe al Ministero degli Interni di predisporre un numero adeguato di strumenti di voto, evitando di buttare al macero milioni di euro in carta e affini. In Italia il voto è un diritto/dovere , un tempo il suo mancato esercizio non consentiva di partecipare a concorsi pubblici. Oggi, dato per scontato che non ci saranno più concorsi pubblici per circa duecento anni, si è trasformato in un semplice diritto da manifestare, anche con il non voto, usato al posto della parolaccia, un tempo collocata sulla scheda.
Il sindaco di Londra è stato eletto con un’affluenza di poco superiore al 30 %, il voto recente ha registrato un’affluenza in media europea , e allora perché si preoccupano di quello che sembra un non problema? Forse perché la politica, nel nostro paese, non è mai stata servizio, ma clientelarismo. Una sorta di grande club, di grande associazionismo, dove garantire chi ti vota con prebende di ogni sorta, da impieghi, anche per lavori inesistenti, a lavori pubblici per opere incompiute. Si ha da campa’, questo è vero, ma pensando solo a questo italianissimo do ut des siamo arrivati ad un debito pubblico monstre e ad una disoccupazione da voragine. Solo 50 anni fa, nel 1963, nell’ultimo degli anni del miracolo italiano, la disoccupazione era ferma al 3% , sembra un tempo lontanissimo. Astensione uguale meno clienti, questo preoccupa i partiti, un po’ come i sindacati, intendendo sia quelli dei lavoratori che degli imprenditori. L’Italia vive da sempre di una sorta di protezionismo associazionistico, se un vigile urbano viene licenziato perché elevava multe inesistenti ai suoi colleghi, come ritorsione, i sindacati scendono subito in campo per proteggerlo, se un uomo politico viene trovato con le mani nella marmellata si arriva addirittura a dire che il fatto è avvenuto a sua insaputa. Ma la musica è finita , ne sanno qualcosa , da oggi, i dipendenti e giornalisti della tv pubblica Greca, la Ert, schermo nero per la sua chiusura, decretata da una cattiva troika che vuole rimettere a posto i conti pubblici di quel paese, qui però non si deve parlare di tentativi di soffocare la libertà di stampa ma di un carrozzone, in tipico stile mediterraneo, cresciuto a dismisura in virtù di clientele politiche, un po’ come la nostra Rai, ma anche come le nostre regioni, province, comunità montane collocate in pianura, per non parlare degli assunti a Palermo per contare i tombini. Poco può fare il “buon padre di famiglia”, concetto da primi anni di legge, e di cui oggi tutti si riempiono la bocca, ormai viviamo a credito e non si sa ancora per quanto, ecco perché l’astensione e’ un problema, perché costringe ad essere più seri, più legati alla realtà una realtà che vuole soluzioni e non promesse, un paese che chiede sempre più pane e meno circenses.

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È finita!

In una nazione come la nostra dove nessuno si vuol dimettere, mai, neanche davanti a mostruosi errori, Bersani oggi annuncia il suo addio, consapevole di essere ormai al centro di una vera e propria faida che non sarà solo la causa delle sue dimissioni ma anche della morte del Partito Democratico.
È finita, l’ipotesi di un partito che accomuni cattolici e comunisti e’ definitivamente tramontata , in questi giorni ho assistito a beghe che mi hanno riportato agli anni della DC e delle sue correnti.
Ai tempi in cui assistere ad un congresso della DC significava “buscarsi” un raffreddore . La DC con le sue correnti, il PCI con i suoi burocrati di partito, entrambi morti, almeno si pensava, pensavo.
Mi sono sbagliato, l’elezione di un capo dello stato si è trasformata in un congresso di partito dove, come alle idi di marzo, gli amici fedeli si sono trasformati in congiurati.
Sono sempre stato di sinistra ma questi che hanno cospirato, tramato, non sono uomini di sinistra sono “sinistrati” e raccoglieranno solo macerie in un paese dove il 25 per cento dei bambini non può curarsi i denti per ragioni economiche cioè perché non ci sono i soldi.
Il paese virtuale, quello dei palazzi , e’ troppo lontano dal paese reale, ma anche questo, il cosiddetto paese reale, e troppo lontano anche da se stesso. Questa mattina, in pochi minuti, in un luogo pubblico ho capito che Prodi avrebbe perso, alcuni lo definivano “mollaccione” quel mortadella. Nessun giudizio politico o sul suo operato, o sui suoi trascorsi, solo un fatto estetico, di polso, un po’ lo stesso che ha accompagnato la discesa in campo di Bersani, un tipico retaggio del ventennio, non ha importanza quale, basta che ci sia un uomo forte almeno all’apparenza .
Quindi, uno dei presenti, salutandomi mentre andavo via , uno istruito, uno che lavora, uno con una famiglia, mi ha detto “allora ci si vede lunedì con il nuovo governo !” Mi sono reso conto che non sapeva nemmeno a cosa servissero tutti quei voti, non sapeva chi stessero eleggendo, e perché ! Ma sopratutto quale sia la funzione del Presidente della Repubblica.
Magari la gente con la Costituzione ci si pulisse il culo, come il tricolore di Bossiana memoria, almeno avrei la certezza di una lettura prima dell’utilizzo, e con “grande concentrazione”!

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Io vorrei ma..

Non so più di cosa scrivere! Potrei parlare dei miei fatti personali, si sa la famiglia, gli alti e i bassi con i parenti,la salute, sono tutti argomenti più condivisibili.
Oppure potrei parlare di sport, magari di calcio, anche questo sembra interessare molti. Certamente fa una grossa presa il meteo, dai tempi di Leopardi non ci sono più le mezze stagioni, se per questo nemmeno gli armadi quattro stagioni e anche la pizza quattro stagioni sembra ormai essere stata dimenticata sul menù, lasciando spazio a ibridi gastronomici.
Ah! Potrei parlare di cucina! D’altronde so anche cucinare, come diceva Totò “me la cavicchio!”. E poi ovunque ti giri ci sono cuochi , cuoche, e un pubblico mangiante, un tempo pagante.
In realtà vorrei parlare di quello che è accaduto in questi ultimi mesi, dove tre partiti hanno fatto pari e patta, dove un movimento, categoria superior come un albergo, sta cercando di capire cosa fare e nel frattempo chi lo critica viene mandato a quel paese, dove un vecchio signore vuole lasciare il Quirinale perché si è rotto i cabasisi, dove un altro vecchio signore sembra ambire più ad un salvacondotto tipo nascondino, in questo caso un “libero da tutti…i processi” e dove un signore in maniche di camicia che sembrava predestinato alla vittoria si è ritrovato come l’aretino Pietro e tutti, in particolare gli amici, subito pronti a criticarlo.
Vorrei parlare di questo, capire perché, nonostante questo fermento politico, la novità è che non ci sono novità.
Capire perché mentre da noi l’attenzione si focalizza su dieci signori, i saggi, nuova categoria dopo i tecnici, il mondo vede da un lato Cipro costituire un pericoloso precedente e la Corea un pericoloso futuro.
Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi….Ciao ! Alla prossima !

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Licenza di uccidere? No! Licenza poetica!

Buongiorno o buonasera , sono tornato. Non so cosa scrivere dopo quello che è accaduto e sta accadendo. Siamo ormai a primavera ma gli eventi invernali fanno si che questa stagione accompagnerà la nostra nazione ancora per tanti, tanti, mesi.
Potrei parlare di Grillo e Monti, di Quirinale e consultazioni ma preferisco affidare a due grandi poeti romani , il Belli e Trilussa la mia semplice e triste considerazione, nulla cambia , specie in politica , tutto si trasforma, ma resta e resterà uguale.

Li soprani der monno vecchio
C’era una volta un Re cche ddar palazzo
mannò ffora a li popoli st’editto:
– Io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.

Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
pozzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impiccà, nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba Io ve l’affitto.

Chi abbita a sto monno senza er titolo
o dde Papa, o dde Re, o dd’Imperatore,
quello nun pò avé mmai vosce in capitolo -.

Co st’editto annò er boja pe ccuriero,
interroganno tutti in zur tenore;
e, arisposero tutti: E’ vvero, è vvero.
(Giuseppe Gioacchino Belli)

La politica
Ner modo de pensà c’è un gran divario:
mi’ padre è democratico cristiano,
e, siccome è impiegato ar Vaticano,
tutte le sere recita er rosario;

de tre fratelli, Giggi ch’è er più anziano
è socialista rivoluzzionario;
io invece so’ monarchico, ar contrario
de Ludovico ch’è repubblicano.

Prima de cena liticamo spesso
pe’ via de ’sti princìpi benedetti:
chi vo’ qua, chi vo’ là… Pare un congresso!

Famo l’ira de Dio! Ma appena mamma
ce dice che so’ cotti li spaghetti
semo tutti d’accordo ner programma.
(Trilussa)

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Il Pifferaio Magico

Questa sera a Porta a Porta così Monti definirà Berlusconi: dirà che anche lui stesso lo aveva votato. In realtà Berlusconi , e mi duole dirlo, ammetterlo, e’ un venditore, un abile venditore.
La storia del suo partito di questi ultimi mesi ne è la dimostrazione più evidente, sino ad un mese fa il partito di Angelino Alfano, ( Berlusconi, neo fidanzato , stava da Briatore) era precipitato al 14% ora e a due tre punti dalla coalizione di centro sinistra e gioca alla pari, in alcune in vantaggio, nelle regioni chiave per il senato, le nostre Ohio.
Evitiamo di parlare delle solite cose, Ruby, minorenni, conflitto d’interessi, a chi vota Berlusconi non gliene frega niente, tanti lo votano per sentirsi rassicurati, e sono in molti ad ammetterlo, basta leggere i forum , oggi teneva banco uno che diceva che al massimo avrebbe votato Vendola, giudicandola una brava persona, ma avendo la partita IVA e tenendo famiglia, solo Berlusconi gli offriva delle garanzie.
Eh già , uno dei motivi per cui la gente vota Berlusconi e’ perché tiene famiglia, vecchia litania tipica di una Italia democristiana, retaggio di un Achille Lauro che ti dava la meta’ di “una millelire” o solo una scarpa per dare l’altra meta’ o la seconda solo se sicuro del tuo voto.
Italia che ama guardare dal buco della serratura, farsi gli affari degli altri, tradire la moglie e il marito, andare a prostitute e trans, ma genuflettersi la domenica, in chiesa, chiedendo perdono a Gesù, per ripartire lindi e puliti la settimana successiva.
Ecco perché da noi non avremo mai matrimoni gay e nessuna attrice farà, come la splendida Jodie Foster, coming out, davanti ai figli. Da noi preferiamo uccidere una donna al giorno, ma d’altronde e’ il nostro retaggio culturale , il delitto d’onore e’ stato abrogato solo nel 1981.
In questa Italia Berlusconi trova il suo humus, sa che nessuno lo condannerà per la sua vita privata, molti hanno da nascondere, parecchi lo invidiano, tanti lo ammirano.
Da abile venditore ieri proponeva case oggi un sogno, come direbbe Crozza /Briatore, lui può, ha mezzi, idee, uomini, “ma ha rovinato l’Italia!” obietterà qualcuno, poco importa!
Come un prodotto si studia un packaging, un piano marketing, un piano comunicazione e via si posiziona il prodotto, i consumatori non tarderanno a sceglierlo, bene o male lo conoscono ma forse ha quel nuovo tensioattivo, oppure quello sbiancante, quel gusto alla fragola.
Il problema però è nelle dimensioni della scelta , se compro un dentifricio che avevo già usato perché attratto dall’attrice che lo pubblicizza, qualora non mi piacesse avrò solo buttato via 3-4 euro, se invece Berlusconi tornasse al potere o peggio impedisse, con un pareggio , l’esercizio
del potere, a finire nella spazzatura sarebbe l’Italia e noi tutti, al posto del dentifricio.
La mattina quando ci alziamo, non dovremmo guardare solo lo spread, sempre più basso, ma anche gli indicatori economici (occupazione, sviluppo, deficit, ecc) sempre peggio. I burocrati europei non disturbano i manovratori , le elezioni rappresentano un momento di serenità nell’euro esercizio del potere ma dopo il 25 febbraio chiederanno conto o meglio il conto e ci ricorderanno impegni e scadenze.
Lo dico ai tanti che vorrebbero votare Berlusconi, e sono molti, nel vederlo a Servizio Pubblico, quasi divertito, mentre si mostra in video energico, sprezzante, come se fosse un miliardario a cui non frega niente di promettere, tanto lui resta un miliardario, e anche un po’ pifferaio magico.
Alla prossima.

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L’ospedale? Spesso una roulette !

Apriamo l’anno di nuovo al pronto soccorso. Dopo un periodo di passione, rieccoci a verificare lo stato del sistema sanitario, giusto pochi giorni dopo il decesso, a Bologna, di un paziente anziano, apparentemente scomparso dall’ospedale, in realtà trovato morto nella scala antincendio.
Mi chiedo sempre, in questi casi, quali siano le procedure di sicurezza, un paziente scompare non si procede ad un controllo? Oppure nessuno pulisce le scale per due giorni??
Affidarsi al sistema sanitario e’ come una roulette, che rischia spesso di di diventare russa.
Ho avuto modo di testare l’efficacia del reparto neurochirurgia dell’ospedale San Gerardo di Monza a causa di un incidente capitato a un familiare. In quei giorni, e notti, mi sono reso conto che forse più dei pazienti sono i parenti che necessitano di assistenza, psicologica, legale, medica. I medici per loro natura non ascoltano, specie gli specializzandi, cui spesso è affidato il lavoro sporco, quindi non danno retta se come mi è accaduto notifichi che il paziente è meno presente, che forse la terapia farmacologica e’ sbagliata, forse troppo forte.
Devi farti sentire, esternare il lei non sa chi sono io di democristiana memoria, evidenziare conoscenze mediche o conoscere veramente dei medici di cui fidarsi con cui confrontarsi .
Un clima pesante , dove appari un nemico , perché vai contro le direttive, contro il normale , contro la consuetudine !
Te ne rendi conto quando son gli stessi medici a preganti d’intervenire, in particolare quando i tagli riguardano loro facendoli restare al freddo d’inverno e al caldo in estate, mettendoli di frinte a irreparabili termosifoni e condizionatori, facendo condividere le loro pene con quelle dei propri pazienti, già presenti con altre pene nel freddo o caldo ambulatorio.
In attesa di portare avanti un progetto di legge popolare per un comitato che assista i parenti, quando i pazienti sono ancora vivi, e nella speranza di restare tali, mi auguro che il nuovo governo si renda conto che il settore sanitario e’ e resta primario in una nazione .
Specie per noi con assistiti sempre più anziani, e che necessita di forti investimenti anche in personale straniero o in possesso di requisiti per dialogare in modo costruttivo e non ansiogeno nei confronti dei tanti stranieri che necessitano di assistenza medica.
Non facciamo finta, come al solito, che siano di passaggio.
Tornando all’apertura, l’episodio di Bologna deve restare tale e soprattutto devono essere individuati i responsabili e puniti, ma si sa il clima e’ quello che è , elettoralmente parlando, e tutto rischia di essere dimenticato o messo sotto il tappeto, come la tanta polvere che ci sommerge.
Alla prossima.

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Le feste stanno finendo…

…andate in pace, amen!
In realtà non è proprio così, ma la conclusione del Natale e l’arresto sui binari dei trenini di Capodanno,fa ripiombare tutti, di colpo, grandi e piccoli, politici e familiari, amici e non, nelle consuete meschinità quotidiane.
È indubbio che il Natale, anche per i non credenti, rappresenti un momento di pace, serenità , ci si ritrova, si mangia, si ride, poi appena finisce tutto si rischia di essere messi sotto da un auto.
E già , tutti di fretta e soprattutto molto incazzati. Ma come? Sono gli stessi che un giorno prima si fermavano per farmi gli auguri, cosa e’ successo?
Nulla l’effetto natalizio, una sorta di droga che pervade la maggioranza delle persone, e’ svanito, andato, dissolto. Da oggi tutto tornerà normale, il quadro politico già lo evidenzia, manca solo il coltello fra i denti, attendo su “Chi” un ricco servizio sui pedalini di Monti: la fabbrica del fango,inutile dirlo, ha degli aspetti feticisti.
Quando ero piccolo sentivo dire che se un politico avesse aperto l’armadio e tirato fuori certi dossier, certi scheletri, per alcuni sarebbe stata la fine. Uno di questi custodi di una sorta di “halloween de noantri” sarebbe stato Giulio Andreotti, depositario di tali indicibili segreti, purtroppo, mai svelati, lo dico con curiosità da pennivendolo. Tant’è che il divo Giulio non riuscì nel suo obbiettivo principale, diventare presidente della Repubblica.
Nella nostra epoca, con i media declinati in ogni sorta, abbiamo un’overdose informativa, i pusher ci forniscono apps sempre più ricche, tra un po’ avremo le notizie prima ancora che accadano.
Un tempo la tecnologia era appannaggio di pochi eletti oggi no, quando vedo Gianna, la zia di mia moglie, da poco 80 anni ( la zia ! ovvio!) ruotare l’ipad per leggere meglio comprendo che siamo come intuì Darwin, animali in evoluzione.
Adattiamo atteggiamenti e pensieri a seconda di ciò che ci circonda e gli strumenti tecnologici sono come le noci per alcuni uccelli delle Galapagos che ne trasformarono il becco per consentirne la rottura..
Ma nonostante questo il nostro ” homo hominis lupus ” ci pervade e ci prevale, sempre!
Alla prossima!

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