Il 17 marzo si lavorerà tutti. O forse no? Sembra che le aziende sanitarie abbiano già deciso di fare festa. Intanto la prossima settimana avremo Sanremo, che sta alla DC (democrazia cristiana) come ai film porno, ovvero tutti lo guardano ma nessuno lo ammette. La vecchia DC non era un partito di maggioranza per volontà divina, ma nessuno lo ammetteva, mentre i film porno stimolavano risposte del tipo “si, una volta, per ridere, con degli amici” ovvero un’azione di gruppo (oggi tanto di moda) o il lodevole tentativo di aiutarsi reciprocamente per non cercare di diventare ciechi.
Quesiti che resteranno senza risposta, fatto sta che la Rai per cinque serate ci darà dentro, poi i vari contenitori televisivi e radiofonici che rilanceranno durante tutto l’arco della giornata. Un suggerimento, iniziate a mettere da parte qualche dvd o registrazione, vi torneranno utili, a meno che non vogliate subire questa overdose. D’altronde non mi stupirei che molti miei connazionali preferiscano perdere tempo a vedere per cinque ore vestiti e fiori, le canzoni sono un superfluo, e a parlare in casa di Clooney come fosse il vicino.
D’altronde tutto questo è ovvio in una nazione dove l’imprenditrice Todini dice a Ballarò che Berlusconi è extraordinario e non predica il low profile, oggi tanto di moda.
E’ vero! La normalità non è di questo mondo, specie quando si vede uno spot dove un ganzo, un uomo che ha rinunciato a tutto per vivere come un novello Robinson Crusoè, molla tutto e si trasforma da yuppie decadente per tornare nella città a bordo del macchinone che gli ha fatto cambiare idea.
Low profile? No grazie siamo italiani…e nu poco fessi!


Ora cosa ci diranno? Che Riccardo Riccò non sapeva, è una vittima, che il sistema è malato e quindi non è giusto che paghi solo lui! Certamente adesso è fuori ! in un mondo dove se un albero cade e se non è ripreso dalla televisione si ha il dubbio che sia realmente caduto, Riccò è per tutti dopato. Poi , tra uno, due mesi, un laboratorio, accreditato dalla federazione ciclistica internazionale, potrebbe ribaltare quanto hanno appurato i francesi, ma per allora il venticello del “potrebbe essere” sarà sedimentato e per questo giovane non ci sarà più speranza. Non è davvero colpa sua ma di uno sport che, ormai, quando avviene, lo si osserva solo per dire “son tutti dopati” un pò come quando osservando i politici si dice ” son tutti ladri”, ma NOI in questo “son tutti” dove siamo? cosa facciamo?e sopratutto cosa lasciamo?






