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Ciao a tutti! Di nuovo sui tasti. Superato l’intervento al nervo ulnare del gomito sinistro e la relativa convalescenza ( poi darò prossimamente alcune note utili a chi lo dovesse subire !) torno sull’argomento televendite, già affrontato nel post del 12 gennaio.

Il numero che campeggia nel titolo mi sta letteralmente subissando di chiamate, chiama sempre, ad ogni ora, la sua traccia è lasciata anche in mia assenza sulla segreteria. Gli accenti, femminili o maschili , sono stranieri, ma questo è normale, ormai anche l’operatore di call center è una professione destinata all’estero, nel senso che le sedi sono in Tunisia, Albania, India. Un altro segno della mancanza di lavoro per la nostra penisola , solo un invito però a questi “operatori” almeno tenessero un ordine delle chiamate. Su circa una trentina di telefonate, a quelle a cui ho risposto, tranne una che mi proponeva delle scarpe per il fitness (sempre lo stesso numero) le restanti erano per Vodafone, e la proposta per la rete fissa.

Definito, alla prima telefonata, con molta calma, che “ho Vodafone per il portatile ma non m’interessa per il fisso” riconfermato il tutto alla seconda telefonata, qualora fossero stati disattenti, inizio a pensare che questi geni del telemarketing che invitano i loro operatori ad insistere, insistere, insistere, non siano, nella realtà, questi gran geni.

Primo perché “incattiviscono” l’utente chiamato, non è più tempo del venditore porta a porta che insisteva sorridendo, se tu mi chiami al telefono sono io in posizione dominante e se ti ho detto no anche se mi dovesse interessare, se insisti troppo sarà sempre no. Secondo non apparendo più sul display del telefono il termine “sconosciuto”, ma un numero di telefono, ed insistendo continuamente, alla fine sono riconoscibili e da qui al successivo passo ovvero attribuire a quel numero un sostantivo che li qualifichi, onde non rispondere, il passo è breve. Lascio a voi la scelta del sostantivo.  

Infine il danno d’immagine provocato al cliente per cui si lavora è enorme , e potrebbe riflettersi anche sulla scelta di proseguire con i contratti in essere.

Capisco tutto, la crisi, il lavoro, ma esiste un limite oltre il quale non si può e non si deve andare e quindi se ti dico no, grazie, lo segni e non mi chiami più, passando al numero successivo e buona fortuna.

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TORNO SUBITO!

Piccolo ma incisivo intervento al braccio sinistro per un nervo da sistemare.Malattia professionale di chi usa il pc e scrive, comunque tutto ok ma adesso devo attrezzarmi , anche per la fasciatura e per non appesantire il destro, quindi mi chiedo di pazientare prima di tornare subito a esternare ! Ciao!

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“E’ GIUNTA L’ORA”

Ci siamo! Questa sera, come sempre, silenzio elettorale. Non ci credo! Qualcuno parlerà, forse a sproposito, qualcuno manderà centinaia, migliaia di sms. Poi, domenica, tutti a votare.

Sono stato zitto e buono, come potete vedere l’ultimo post era dedicato ai gemelli di mia sorella ( ah, a proposito! Sono due gemelle! In questo caso le quote rosa sono state salvaguardate!!) dicevo, dopo l’annuncio gemellare avevo deciso di non scrivere, commentare, criticare. Sapevo che sarebbe stata una brutta  campagna elettorale , fatta solo di urla e scandali. Qualcuno l’ha definita aspra, io, come dice il mio amico Nicola, la definirei a misura d’italiano. Ci ho pensato ieri quando, appunto, Nicola, dall’alto della sua saggezza partenopea, mi ha fatto notare che Berlusconi (sempre lui!) con quella bocca può dire quello che vuole, ma non perché, come Virna Lisi in un vecchio carosello, usa un determinato dentifricio, piuttosto perché sa che il giorno dopo la sua esternazione sarà sparata come titolo sui giornali e sarà quello e solo quello che leggeranno gli italiani, anche se falsa o smentita poi dal diretto esternatore.

Gli Italiani non leggono, sono rimasti un po’ bimbi, quando erano piccini guardavano le figure, quando diventano grandi leggono i titoli, ed è già tanto.

Inutile , per me, alla fine, non cambierà nulla, vincerà ancora lui. Spero di sbagliarmi, ma da grande piazzista, venditore,  come lui è,  sa, appunto, come vendere, come catturare l’interesse commerciale della platea elettorale.

Attenzione! Nessun mago della comunicazione, Berlusconi è un imprenditore, possiede televisioni, squadre e tant’altro, ma non confondiamolo con l’arte dell’orazione politica, non è Aldo Moro, qui nessuna convergenza parallela solo frasi ad effetto. Il suo è  un atteggiamento da convention aziendale, fatto di battute e slogan, ma che funziona, perché, è qui bisogna dargli atto,  piace tanto alla gente, la gente che vive la sua vita attraverso spot e presentatori televisivi, che li chiama per nome perché li sente come dei vecchi parenti.

La candidata del centrosinistra ad Arcore, Rosalba Colombo,  è una bella donna, ha esperienza politica, è intelligente, tutti requisiti che spaventano non solo Berlusconi, ma quelli che traggono dal “berlusconismo”, comprese anche molte donne, linfa vitale.

Il primo candidato della sua lista, Raffaele Mantegazza, un professore universitario, classe ’66 quindi “giovane” , a lui il compito , in caso di vittoria, di rilanciare la cultura, un assessorato quello della cultura che avrà sempre più bisogno di creatività per non soccombere di fronte allo straripare della televisione o al dover invitare Fabrizio Corona per spingere un evento.

In questo contesto esiste poi un problema generazionale che notai nell’ultima festa dell’Unità, quella di Bologna  e che mi si è riproposto mercoledì sera quando ad Arcore e’ arrivato Bersani per promuovere la candidatura della Colombo, un bel momento di piazza, reso ancor più suggestivo anche dalla vicinanza della villa del premier a duecento metri. Ho avuto però un momento di angoscia alla vista della fervente ed attenta platea, composta, perlopiù,  da ventenni e ultra sessantenni. Pochi quelli della mia generazione, pochi i trentenni, i quarantenni, i cinquantenni. Dove sono? Chi sono ? Perchè non s’interessano alla politica ma soprattutto perché non s’interessano a qualcosa?

Viviamo in una sorta di realtà parallela, sembra che quello che sta accadendo non ci riguardi, che la crisi economica , nonostante il debito pubblico enorme, sia un affare di altri, anzi, di quelli che lo hanno lasciato. I rifiuti di Napoli e, tra non molto, anche di Roma, sembrano un problema solo da salotto televisivo. L’assenza di infrastrutture, dalle strade “fisiche” a quelle virtuali del web, non interessa a nessuno.

Il motivo di tutto? Ritengo risieda anche in quello che dicevo in apertura. nell’assenza di conoscenza. La gente s’informa leggendo solo i titoli, l’assenza di conoscenza, di approfondimento, non genera una discussione, una coscienza, si parla sempre di più per frasi fatte cercando lo scontro su tutto, e nel torpore generale mentale rischiamo di addormentarci, e questa volta per sempre.

E visto che oggi si chiude la campagna elettorale la chiosa è d’obbligo, forza Rosalba Colombo! Arcore ti vuole come sindaco!

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MARCO & MIRCO

In questa immagine ci sono io. O meglio il mio avatar, Sandrone, in visita presso il negozio che si trova in Animal Crossing della Wii, per la precisione mi sono fatto fotografare insieme ai due “minchietti” , come li chiamo io, due gemellini, ovvero Marco e Mirco che mi seguono sempre nel negozio,  in attesa che compri qualcosa. Ovviamente non è una ennesima dimostrazione della mia passione per i videogiochi ma un pretesto curioso per celebrare l’annuncio di due gemelli da parte mia sorella Federica e di suo marito Fabio. Per ora niente ecografie ( anche se in una delle prime uno dei due sembrava leggesse un quotidiano..) ma, anche in attesa di scoprire se sono due maschietti, due femmine o 1 pari,  una curiosa immagine per iniziare a festeggiare un grande evento . Mi riprometto infatti di tornarci scomodando i gemelli più famosi delle sette arti a partire, ovviamente, da quelli dei fumetti. Per ora stiamo in attesa (tutti quanti!) e alla prossima puntata, doppia , naturalmente!

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150mo il giorno dopo:ed ora cambiamo registro!

Energizzato dal ritrovato sole, che sta entrando in forze nel mio studio, sono anche contento di come sia andata la giornata di ieri. Tanta gente, tante bandiere, nonostante la pioggia e il brutto tempo. Non posso credere che erano tutti mossi da ordini di servizio (dipendenti e famiglie di aziende sponsor del 150mo) piuttosto dalla voglia di festeggiare , con i figli e i parenti, un anniversario che dire storico è limitativo e di cui si parlerà, come diceva mio padre, a veglia, negli anni successivi.

Le bischerate di Borghezio, il suo Buona Padania a tutti, simile sempre di più ad un slogan retrò, i fischi fuori luogo contro Berlusconi (condivido il metodo ma non quando c’è il presidente della Repubblica e l’evento è Storico) ma sopratutto le minchiate dei SVP trentini, che rivendicano una immediata  separazione dall’Italia (la facciano pure! Poi all’Austria le dovranno pagare le tasse!!) dicevo, tutte queste punture di spillo, non hanno rovinato una giornata ricca di notizie,  informazioni, dove tra satellite e digitale terrestre, questa volta, si faceva a gara a chi ne narrava di più.

Purtroppo, però, tutto questo appartiene alla festa del villaggio (globale) di ieri, oggi è un altro giorno, lunedi si apre un nuovo processo poer Berlusconi, il Giappone rischia di morire, quesi per contrappasso Dantesco (essendo stato la prima vittima di un’atomica) proprio a causa del nucleare, il governo, invece di occuparsi di fisco ed occupazione, perde tempo con la giustizia penale, mentre quella civile annaspa, soprattutto per mancanza di risorse. Ai confini, la Libia, grazie anche alla risoluzione Onu di questa notte, rischia di diventare una polveriera pronta a scoppiare, anche in termini di sicurezza dei voli ( ricordate Ustica??) e comunque restano sul piatto una serie di problemi che vedono la nostra nazione sempre più un fanalino di coda perche negli ultimi tempi siamo stati “calpesti e derisi perche non siam un popolo perchè siam divisi” !

Forse è opportuno uno scatto d’orgoglio comune, la rimozione di priorità di ordine giudiziale e la ricerca di un obbiettivo che ci faccia sentire come ieri di appartenere a questa nazione che non deve essere conosciuta nel mondo per le vicende di letto e di bonifico di un uomo, da risolvere presto in sede giudiuziale, ma per la storia de suoi 150 anni, sennò, e quanto mi costa dirlo, avevano ragione i leghisti, e ieri era meglio lavorare

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150 ANNI

 Ci siamo arrivati, finalmente! Per una giornata di festa, una sola e poi per altri 50 anni niente, per celebrare 150 anni di unità di questa nazione è stato fatto, parafrasando il Grande Bardo, tanto bordello pè nenti!

Tanti gadget, tante spille, tanta gente, nonostante la pioggia, pochi leghisti ( ma loro ragionano come Nanni Moretti che in un film diceva “mi si nota di più se vengo o non vengo?) .Inoltre i Leghisti oggi hanno preferito festeggiare il “verde” San Patrizio. Speriamo che oltre alla festa venga la voglia di approfondire , conoscere, sapere. Acquistare, regalare, un bel libro sul Risorgimento, sui tanti protagonisti, visitare le mostre , guardare un documentario. Non fa male! Non è infettivo! Semmai rende meno ignoranti ed evita di farci rispondere “io non lo so a quei tempi non ero ancora nato!”

Comunque vada Viva l’Italia, gli Italiani e felici 150 anni.

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CIAO GILBERTO!

Oggi vorrei parlare del momento che stiamo vivendo e di un triste anniversario che mi riguarda. Questa mattina due foto  mi hanno colpito, una ragazza giapponese, colpita dalle radiazioni, parlava con il suo cane attraverso il vetro, un’altra abbracciava forse il suo unico amico sopravvissuto, un gatto. Silenziosi e fedeli amici che ti seguono, stanno vicino sempre e senza pretendere nulla in cambio. Proprio ora, mentre sto scrivendo, mi arriva il lancio della notizia del nuovo profumo di Lady Gaga, non so se il mondo sia pronto per questo evento, forse anche io avrei bisogno di abbracciare un fedele e silente amico, come il mio gatto Gilberto , che mi lasciava, ci lasciava, proprio oggi, le idi di marzo, tre anni fa. Un compagno fedele per diciotto anni, destinato a partire per quella triste legge che li vede arrivare cuccioli ed invecchiare prima di noi, ma soprattutto uno di famiglia, che quando ti lascia ti annienta per il dolore, l’assenza, e a distanza di tempo ancora soffri. Ecco perché capisco il dolore, la tenerezza, di quelle ragazze giapponesi, del loro cane e del gatto, troppo importanti, da vergognarsi a definirci padroni, semmai amici. Ciao Gilberto!

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SIAMO TUTTI CRETINI?

Sono un cretino! Mi sono iscritto anch’io al gruppo contro il film di Neri Parenti che vuole dirci come era iniziato Amici Miei, facendolo svolgere , presumo, nella Firenze dei Medici. Un prequel di cazzeggi rinascimentali con un cast che va De Sica a Ceccherini, da Placido a Benvenuti. Ed’ è stato appunto De Sica che, in risposta al gruppo che si è costituito su Facebook in critica a questo film, li, anzi, ci, ha definiti tutti cretini. In realtà stava scherzando, spero, anche perché mi risulta che il diritto di critica esista ancora e in campo cinematografico e artistico dovrebbe essere praticato di più per evitare che tutto, prima o poi, compresi i film di Bombolo, vengano sdoganati come opera d’arte e poi, magari, alla fine, meritori di finanziamenti del ministero Bondiano (di Bondi non dell’agente 007!).

Non so nemmeno se ne è valsa la pena fare un gruppo su Facebook, secondo me ha dato solo maggiore pubblicità ad un film che potremmo definire, già dal trailer, una minchiatona estiva. D’altronde non bisogna cadere nel facile esercizio retorico di definire “Amici Miei” un’opera d’arte, in realtà era un buon film, girato da Monicelli in luogo di Pietro Germi, che si era ammalato, e collocato dal regista, recentemente scomparso, nella Toscana in cui si svolge. Ricordo mio padre, toscano, che lo aveva visto prima di me, emozionarsi al racconto delle “zingarate” dei protagonisti, in fondo la mano leggera e autorale di Monicelli, il gruppo di interpreti, aveva trasposto sullo schermo il costume, i tempi, di un’Italia che c’era, fatta di goliardia e Ifigenia in Aulide ( cercare, per capire, la versione universitaria!).

Oggi anche la comicità non esiste più, deve essere rapida e triviale, altro che tempi comici, le scorregge di Bombolo e i rutti di er Monnezza portati all’ennesima potenza, il tutto interpretato da attori, attori veri, che “si danno” a queste operazioni per ovvi motivi “alimentari”. In fondo anche De Sica padre ha interpretato delle cose di cui dimenticarsi ma almeno le alternava con veri e propri oggetti del ricordo, e sopratutto lo faceva per finanziarsi il suo hobby ludico del casinò.

Più difficile sarà per Michele Placido promuovere questo film con lo stesso piglio cultural- sociale che ha dedicato alla sua recente opera su Vallanzasca, per tutti, però, valga, la preghiera,  nei vari  salotti a cui saranno invitati, di evitare un “puntuale ricordo al caro maestro Monicelli” onde evitare che il caro maestro li fulmini dall’aldilà.

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LA SUPERCAZZOLA OVVERO ….

Continuiamo a raccontarci le fiabe. Che Ruby era una povera ragazza immigrata, forse la nipote (in questo caso dimenticata) di Mubarak, che un signore ricco che potrebbe costruire ospedali in Africa ha deciso di regalarle più di centomila euro, che il processo breve non cancellerà tanti altri processi, che il suo lavoro ( cento deputati in più!) è stato bloccato da un signore che siede al Quirinale e che ha solo un mero compito di notaio, che lui vorrebbe andare ai processi ma che sono gli avvocati che lo bloccano, che lui non vorrebbe evitare i processi ma sono i deputati che lo proteggono con apposite leggi, continuiamo a raccontarci tutto questo e capirete qual è la potenza mediatica di Silvio Berlusconi.

Ieri sera, ad esempio, su una rete come la 7, non schierata in modo palese come rete 4 o tg1, il Cavaliere entrava ed usciva dal video attraverso le dichiarazioni fatte durante due appuntamenti nel capoluogo lombardo. Berlusconi è questo una macchina da guerra mediatica capace di oscurare eventi catalizzatori (morte di un soldato, ritrovamento di Yara, prima udienza per Berlusconi a Milano), è lui che decide cosa sarà impaginato, ma non, come si dice, solo per il Giornale o Libero, ma anche per Repubblica, l’Unità, il Fatto Quotidiano. La conoscenza dei media e delle chiavi che ne governano la costruzione delle notizie è fondamentale per apparire, lo sanno le aziende che hanno scelto di affidare la comunicazione a giornalisti e non a pr improvvisati, risorse interne part time o gente annoiata in gran spolvero. Chi conosce la macchina editoriale sa cosa arriva quotidianamente in redazione, in termini di notizie e comunicati, di quanto la pressione possa essere alta nel far uscire quella o quell’altra, alla fine, però, non è il giornalista che sceglie, ma è la notizia che si fa scegliere.

Berlusconi rispecchia nei suoi proclami, nelle sue dichiarazioni, le cinque canoniche W contenute negli articoli anglosassoni, ovvero Chi, Cosa, Dove, Quando e Perchè.

Può anche dire “ieri sono andato al cinema perché volevo vedere un film con il mio nipotino”, una semplice dichiarazione ma la fonte di alta visibilità ne certifica l’importanza e quindi nessuno potrà “bucare” la notizia  salvo poi scrivere “Berlusconi vicino ai bisogni delle nuove generazioni”  oppure “Il cavaliere usa il nipote per frequentare minorenni” .

Comunque lo si guardi quello che sto dicendo è che non si può rispondere ad una macchina da guerra con dichiarazioni tipo la supercazzola di Tognazzi, potranno capirle pochi eletti, ma con il tempo rischiano di essere eletti in pochi.

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RILEGGIAMO!

Antonio Gramsci – Indifferenti

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

11 febbraio 1917

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