La scommessa

E se fosse tutta una scommessa? Immaginate la scena, il ricco signore di Arcore che parla con un suo amico, il riccone austriaco, ad esempio, quello che ospito’ Ruby al ballo delle debuttanti. Potrebbe essere un dialogo tra imprenditori o anche tra attempati signori che gareggiano a vedere chi ancora rende di piu’, viagra e pompetta permettendo. Il ricco signore di Arcore e’ impegnato in politica, ma le cose vanno male, lui, pero’ non si vuole dimettere. Il ricco signore austriaco gli dice che ormai ha i giorni contati. Così nasce la scommessa, il ricco signore di Arcore scommette due ventenni ucraine che lui resterà in sella. Non ci e’ dato sapere cosa potrebbe scommettere il ricco signore austriaco, lo conosciamo poco, a differenza invece di quanto conosciamo bene il ricco signore di Arcore, rendendo quindi più che ipotizzabile ciò che, in condizioni normali, apparterrebbe solo al regno della fantasia

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MON CHERI! Perchè cambiare voce?

Questa bella figliola si chiama Cristina D’Alberto, ed interpreta il ruolo di Greta Fournier nella soap “Un posto al sole” in onda da tempo su Rai3. Cristina D’Alberto interpreta anche lo spot dei Mon Cheri, più precisamente quello in cui un uomo ed una donna si contendono l’ultimo Mon Cheri rimasto, e lei ne sottolinea le qualità. Curioso come pronuncia il termine “cioccolata” leggermente partenopeo, anche se nata a Feltre. Pensavo lo facesse apposta, quasi a creare un legame con il suo personaggio, specie quando lo spot eraprogrammato durante “Un posto al sole” ma, evidentemente, mi sbagliavo. Infatti, pochi minuti fa , ho visto lo spot con Cristina doppiata, e mi domando il perchè. Soprattutto mi chiedo cosa penseranno i quasi 4 milioni di telespettatori di “Un posto al sole”, tra cui molti consumatori di Mon Cheri. Era davvero necessario o si è trattatadella solita ” genialata” tra il marketing e l’agenzia di pubblicità?

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AUGURI MONICA!!

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LA NOTTE NON PORTA “GRAN” CONSIGLIO

Altro che notte del Gran Consiglio, quella che di ieri non ha nulla a che vedere con il 24 luglio 1943 dove, dopo 10 ore, Mussolini fu formalmente sfiduciato.

Certo, non c’era un ordine del giorno Grandi, non c’erano Farinacci, De Bono, Ciano, ma,  come al solito, c’era il nulla. E’ stato l’ennesimo tentativo di impastare una torta da servire oggi al G20, ma purtroppo, oggi, a Cannes resteranno senza dessert e, di qui a breve, i mercati si papperanno l’Italia.

Smettiamola di prenderci in giro, per decidere bisogna avere coraggio e il coraggio delle proprie idee, patrimoniale a parte, siamo l’Italia degli Scilipoti, dei Paniz, degli Antonione, degli Stracquadanio. Di coloro che cambiano giacchetta per una misera prebenda, di quelli che sono convinti che Ruby sia la nipote di Mubarak, di quelli che un giorno si chiamano “Responsabili” e il giorno dopo “Indisponibili”.

Non so, ma non lo sanno nemmeno loro, cosa accadrà, le sorti della nazione sono e devono essere scisse da questi personaggi. Molti di loro, come dicono al nord, sembrano tenere più alla loro cadrega, la sedia. Il che in un contesto da “ghe pensi mi” e di sagre della zucca, dove sono decise le sorti della nazione, a base di rutti, pernacchie e diti medi alzati, mi sembra si sposi perfettamente.

Siamo l’Italia dove gli amici del premier gli scrivono una lettera che sembra ricordare lo stile della vecchia DC ( Democrazia Cristiana per i più giovani di Matteo Renzi), quel dire non dire, da supposta alla glicerina, dove suggerivano come spararti ma con il minimo rumore possibile.

In questo contesto è ovvio che passi sotto silenzio la notizia che il lunedi nero delle borse, il nostro premier era ad Arcore a festeggiare Halloween, d’accordo, c’era il nipote Alessandro, di 4 anni, ma la notizia è rimbalzata quando amplificata dalla presenza della solita montenegrina ( e non solo lei!), “la fidanzata “ di Silvio, Katarina Knezevic, presente con il look da Catwoman. Di buon mattino i “festaioli” (spero che il bimbo fosse stato messo a letto!) si sono spostati sul Lago Maggiore, altra villa del premier, da dove però lui è dovuto poi ripartire per Roma.

Ovviamente “dicono”, e mi sento anche un pò cattivo, in fondo è un nonno, ha diritto anche lui a festeggiare Halloween con il nipotino. E’ vero! Dovrebbe occuparsi più della sua famiglia, meno di noi, anzi per niente, e svolgere quello che è più consono al suo ruolo di nonno, ricco, ma pur sempre un nonno.

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Attendo

Ho deciso! Userò questo blog a fini terapeutici. Parlare della crisi con amici, familiari, rischia d’incrinare le ultime certezze. Meglio vigilare ma non sottolineare, sfogarsi sul blog invece che sui propri cari . E nel frattempo usare una cyclette per scaricare la tensione

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Bonus pater familias

Sono stato in silenzio, Attendevo. Attendevo la risposta dei mercati, che puntualmente, come la morte, è arrivata.

Mentre sto scrivendo lo spread è a quota 459 e la borsa ha perso il 7%. E’ arrivata la risposta alle nostre misure economiche.

Berlusconi ha detto che stiamo perdendo per colpa della Grecia, per colpa della sua proposta di referendum.

Non starò qui a sottilizzare che del referendum greco, se il nostro avanzo primario fosse maggiore, potremmo beatamente fottercene.

Non starò qui a ripetere che la Grecia, con il suo debito pubblico pari ad una ricca provincia come Vicenza, è come una caccola rispetto al nostro debito, il quarto nel mondo.

Ma voglio dire che è in un momento come questo che si vede la serietà dei nostri governanti, si sono dati.

Lasciamo perdere Umberto Bossi, ora vuole picchiare i giornalisti, creare le gabbie pensionistiche, tra un po’ dichiarerà guerra, aspetta solo che torni Borghezio dall’esilio di ravvedimento.

Quello che mi stupisce è il silenzio del grande comunicatore, dell’uomo di Arcore. Poco fa, mentre Cicchitto, a Sky Tg 24 diceva che non sapeva se stasera ci sarebbe stato un consiglio dei ministri, in fondo lui non è un ministro, e che forse ci sarebbe bisogno di ulteriori misure, insomma mentre solo dall’analisi logica di queste affermazioni, si deduceva lo sbando totale in cui ci troviamo, usciva un lancio in cui Berlusconi annunciava misure rigorose e tempestive, che saranno illustrate al G20 di Cannes.

Ricordo al nostro presidente del consiglio che siamo e restiamo una repubblica parlamentare, quindi, prima di andare a “parlare” in sede internazionale sarebbe il caso di illustrare quanto vuole dire al parlamento e quindi a noi.

Inoltre, sarebbe opportuno, richiedere la possibilità di un messaggio a reti unificate, dove ribadire che l’Italia ha basi solide e che ce la farà, evitando, però, di sottolineare le manovre appena fatte, i risultati del governo e di dare la colpa di quanto sta accadendo alla magistratura, i giornalisti, gli speculatori, la spectre , e il referendum greco.

Basarsi su fatti oggettivi, dare risposte, non fare come i bambini che quando vanno male a scuola dicono che è colpa del maestro, del professore, perché ce l’hanno con loro.

Comportarsi come il bonus pater familias, la figura che impari a conoscere ai primi anni di giurisprudenza, supportato dagli anni di classico, e che il nostro articolo 1176 del codice civile intende indicare come un modello in materia di adempimento, ovvero la misurazione della diligenza che deve avere il debitore per soddisfare il creditore.

Vorrei che Berlusconi, per una sola volta, fosse il bonus pater familias degli italiani, ma questo non avverrà, il latino è una lingua morta.

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La letterina…di Natale

Anticipando il Natale di qualche settimana Berlusconi vola oggi a Bruxelles con una “letterina”.

Gli avevano chiesto soluzioni strutturali, la dimostrazione reale della volontà del nostro governo di mettere al riparo l’Italia dagli attacchi speculativi, di farla ripartire, di creare le basi per il futuro.

Sembra che tutto questo non ci sarà, solo una letterina di buoni propositi, sembra, perché poiché siamo in democrazia non ci è dato conoscerne i contenuti. Si sa la corrispondenza è riservata e quindi non possiamo leggerla.

Dobbiamo lavorare per salvarci, la Bce non potrà salvarci, non siamo come la Grecia, che aveva un prodotto interno lordo pari a quello della provincia di Vicenza, noi, e quando dico noi intendo tutti noi, abbiamo un debito pubblico enorme, il quarto al mondo, e non siamo la quarta economia al mondo, non abbiamo e non abbiamo mai avuto risorse naturali come petrolio, oro e diamanti, e una delle poche che avevamo, la creatività, viene oggi progressivamente messa in pericolo dalla mancanza di credibilità dei nostri governanti. A noi non ci salva nessuno, piuttosto ci fanno affogare.

Berlusconi e Bossi due figure emblematiche, più da tragedia che da farsa, quella che si consumerà oggi. L’Europa (diplomaticamente?) dirà che ci sono i presupposti ma che dobbiamo tradurli in realtà, Berlusconi trasformerà queste parole in consenso dei vertici europei, l’opposizione urlerà,  ma quanto durerà? Quanto dovremo aspettare per verificare se la nostra economia sarà messa in sicurezza? Al massimo un paio di giorni, il tempo che i mercati si pronuncino. Ma niente paura! Anche in caso di ennesimo giudizio negativo la colpa non sarà loro, dopo i magistrati, i comunisti, i giornalisti, i giornalisti comunisti, è il turno di Bini Smaghi e di Draghi, tutti nemici di Berlusconi e Bossi. Neanche James Bond ne aveva così tanti, per lui c’era solo la piccola Spectre.

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E adesso laviamo l’onta!

In un’altra epoca Berlusconi avrebbe sfidato a duello Sarkozy. Ma si sa , da noi, l’amor di patria non c’è mai stato e, ove presente, si è manifestato solo durante campionati del mondo di calcio. Anzi,Sarkozy, rischia di aggregare maggiore consenso attorno a Berlusconi,”ma come si permette!, chi si crede d’essere?” dirà qualcuno.Quello che si è visto ieri è sicuramente assurdo!Sarkozy cosa farà adesso da stato vincitore della guerra contro la Libia quando gli chiederanno di Gheddafi? Guarderà negli occhi Cameron, mostrerà il dito medio, sorriderà e poi dirà “abbiamo fiducia nel nuovo governo libico”? Un uomo di stato deve comportarsi come tale sempre e noi ne sappiamo qualcosa avendo un Presidente del Consiglio che si comporta in modo non del tutto ortodosso da sempre. Tornando alle cose serie, per quanto ci riguarda,  trasmetterei quelle immagini di merkozy o sarkokel, continuamente, in ogni occasione, dai tg a blob. Superato lo choc dobbiamo ricordare dove siamo arrivati grazie all’uomo di Arcore e alla sua politica del “ghe pensi mi!” Ad una credibilità zero!

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Sic transit gloria mundi

Sic transit gloria mundi, ovvero come sono passeggere le cose del mondo. Frase di origine cristiana che accompagnava l’habemus papam ad ogni elezione al soglio di Pietro, pronunciata oggi da Silvio Berlusconi per commentare la morte di Gheddafi ( al momento della dichiarazione non ancora confermata neanche da una foto).

Dai lanci delle agenzie, il primo ad avere dato un plauso sembra essere stato La Russa, che ha parlato di nuova classe dirigente composta da islamici moderati, seguito da Berlusconi con la frase di cui sopra, e al terzo posto Frattini che ancora mette il condizionale, meglio lasciare uno spiraglio e se poi risuscita.

Sic transit gloria mundi, è proprio vero, e lo avrà detto anche il Colonnello pensando al baciamano che gli fece il nostro premier, pensando alle gheddafine, a noi, popolo d’imbecilli, che credemmo lui avesse convocato 200 ragazze, attraverso un’agenzia di modelle, per parlare del Corano. Ma penso anche ai Libici costretti, per anni, a subire la folle dittatura di un uomo prima considerato un pericolo pubblico, un terrorista e poi assurto a gloria (mundi??) per motivi di convenienza politica. Una morte che certifica per i Libici la fine di un periodo assurdo e toglie dall’imbarazzo molti uomini di governo. Non sapremo mai cosa avrebbe potuto dire, ma speriamo che la foto che sta circolando non sia smentita e soprattutto non ci siano corpi scomparsi, di tutto abbiamo bisogno ma non di martiri. Facciano vedere il corpo, come si fece per Che Guevara o per Salvatore Giuliano, chiudano questa pratica e ricostruiamo la Libia. Noi italiani abbiamo dato molto a questo popolo, dall’Eni alle mele, pensate, in questi mesi di guerra, il comparto nazionale di questo frutto è entrato in crisi, la Libia era per noi il nostro mercato verso il medio oriente. Evitiamo facili trionfalismi ma li evitino anche altri governanti come quelli inglesi; il terrorista di Lockerbie non lo abbiamo liberato noi. Resterà il dubbio, Lucarelli gli dedicherà uno speciale Blu Notte ma ritengo che Gheddafi sia stato ucciso, anzi la sua fine era già scritta, anche se lo avessero arrestato mentre passeggiava tranquillamente. La storia va avanti anche e soprattutto mettendo con forza un punto

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Dov’è Valterino??

Siamo in attesa del tanto annunciato decreto sviluppo, in attesa di idee strutturali e non congiunturali come i condoni, in attesa di uno stato che rispolveri Keynes e si accorga che forse un po’ di new deal potrebbe aiutare il nostro sviluppo, la nostra crescita, non dico uno scava le buche e l’altro le riempie, ma  nuove strade, nuove carceri, nuovi ospedali. Nell’attesa utopica di tutto ciò si è deciso di eliminare, le pagelle, d’ora in poi si vedranno solo online, e la notizia viene data con un risalto degno di una manovra economica, oscurando persino la nascita di Dalia, la nuova primogenita di casa Bruni sposata in Sarkò. Immagino già i fiumi d’inchiostro che scorreranno nei prossimi giorni: ricordi, esperienze, tecniche di firme false, e, naturalmente, il parere dei “vip” per una notizia che non lo è. In fondo è solo un segno dei tempi, usiamo il bancomat da anni, consultiamo il conto corrente e l’orario ferroviario su internet, perché non fare lo stesso con il cartaceo amministrativo, dalle pagelle ai certificati, magari anche al voto stesso? Voce dove spendiamo ancora migliaia di euro per acquistare le matite copiative, cancerogene.

Sì, d’accordo, adesso si “alza” Brunetta e dice che l’informatizzazione è in corso, che si sta facendo e pitipì e pitipà.  Ma non è una notizia!  E’ l’evolversi naturale dei tempi, ma è anche  il solito meccanismo narrativo, concentrare l’attenzione su un evento, magari carico di ricordi per i più vecchi, come appunto le pagelle, per distogliere lo sguardo e il pensiero da altri, ad esempio evitare di farci pensare all’emulo nostrano  di “dov’è Wally” (la foto in apertura vi aiuterà!).

Sto parlando di quell’omino col maglioncino a righe che dobbiamo cercare in illustrazioni piene zeppe di personaggi. Ebbene da oggi abbiamo il nostro Wally italico  ovvero Valter Lavitola, presente, con la sua testina, in qualsiasi tipo di foto che raffiguri incontri tra i leader.

Qualcuno potrebbe pensare “ma chi è quello?” Che ci faceva?” “Perché?”. Meglio evitare queste imbarazzanti domande, meglio parlare di pagelle.  

Meglio concentrarsi su questo, e per il futuro attendiamo nuove mirabolanti idee. Qualcuno potrebbe concentrarsi su altre notizie tipo quella di oggi di Massimo Gramellini su la Stampa “Il ministero dell’Economia, sempre così lento quando si tratta di trovare fondi per lo sviluppo, ha deliberato con lestezza da furetto che il taglio degli stipendi si applica a tutti i dirigenti pubblici tranne che a ministri e sottosegretari. Non solo a lorsignori non verrà più trattenuto neppure un euro, ma con la busta paga di novembre si vedranno restituire con tante scuse le decurtazioni dei mesi scorsi.”

In fondo Berlusconi lo aveva detto “dovremo inventarci qualcosa” e quindi dopo le pagelle attendiamo nuove strabilianti idee. Nel frattempo apriamo il quotidiano e divertiamoci con la nuova puntata di “Dov’è Valterino?”

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