Nell’archivio della memoria una sorta di calendario dell’avvento sui generis, anche se iniziava qualche mese prima, a settembre, era Canzonissima.
Si trattava di un concorso tra vari cantanti, soprattutto i big, che si svolgeva il sabato sera su Raiuno, allora il canale nazionale. Presentato dai nomi più acclamati, da Mina a Walter Chiari, da Raimondo Vianello a Johnny Dorelli, rappresentava quello che sarebbe stato uno spettacolo irripetibile, provate a cercare su you tube la sigla di Canzonissima 1968 quella del famoso “ Zum,Zum,Zum” oggi sarebbe impossibile anche solo concepirla, mettere insieme l’equivalente contemporaneo di tutti quegli artisti scatenerebbe tutta una serie di veti e rifiuti.
Allora no, e le famiglie italiane, il sabato sera, si riunivano davanti a quello che era il focolare catodico, magari sormontato dall’immancabile centrino con un gondola illuminata, nell’attesa di Raffaella Carrà e Corrado o chi altri.
Ad un sistema di voto in studio sui cantanti in gara si univa quello del pubblico attraverso cartoline postali, che si ottenevano acquistando i biglietti della Lotteria Italia, e che davano diritto ai premi settimanali. Il 6 gennaio aveva luogo la finalissima con conseguente estrazione dei premi maggiori.
Lo so, la Lotteria Italia esiste ancora, è collegata alla Prova del Cuoco, ma come vedete cambiano i tempi, non più prima serata ma mezzogiorno. e non più Gianni Morandi o Massimo Ranieri come nomi legati ai biglietti e quindi alla possibilità di vincere 150 milioni di lire.
Eh già, la sottosigla finale, quella che precedeva la chiusura, era un ricordare l’appuntamento del 6 gennaio e così l’atmosfera natalizia degli italiani si arricchiva di questa attesa e dei sogni su cosa fare se si fosse vinto il primo premio. Era anche diffusa l’abitudine di trovare tra i regali di Natale qualche biglietto della lotteria, le cui serie, sono convinto, erano state accuratamente trascritte da chi li regalava.
Era l’Italia che stava finendo il suo boom economico, anzi l’aveva già finito, ed entrava negli anni bui, della crisi economica e del terrorismo, anche Canzonissima infatti scomparve di lì a poco, anche lei aveva fatto il suo tempo, e forse, proprio in quel momento, di cantare non c’era così tanta voglia.

