-7 NATALE: OVVERO “TOMBOLA!”

I pomeriggi dei giorni di festa devono essere gestiti con il ritmo del villaggio turistico per evitare che la bavetta post prandiale da abbiocco incipiente prenda il sopravvento.
C’era un tempo in cui le donne rassettavano, spettegolavano e cacciavano gli uomini fuori. Quest’ultimi bevevano un bicchierino, da veri alcolisti in erba, e fumavano l’immancabile sigaro di Natale, mio padre non rinunciava al suo mezzo toscano.
I bambini giocavano con i doni ricevuti, ma, dopo un’ora, la stanchezza, la noia, prendeva il sopravvento e spesso sfociava in litigate.
A tutto questo poneva rimedio la classica tombolata, dai nonni ai nipoti, tutta la famiglia si radunava intorno al tavolo e aspettava di urlare “ambo”, “cinquina” per non dire della fatidica “tombola”.
Ovviamente il tutto era preceduto dal panico delle monetine, ovvero, nell’epoca della Lira, e non volendo usare la moneta cartacea (in tal caso sarebbe stato più gioco d’azzardo) si cercavano, nelle borse e nelle tasche, le monete per acquistare le cartelle del gioco. C’erano anche gli organizzati, generalmente i più anziani, con veri sacchetti di monete, tra cui le mitiche 20 lire .
Una tombola non era divertente per il gioco in se stesso, reso magari più accattivante dalla qualità delle cartelle , con motivi della smorfia, con finestrelle apribili o con ceci appena secchi.
Quello che la rendeva unica era l’umanità che vi si muoveva intorno, dai nonni che non sentivano a qualcuno che “ce provava”, ma su tutti vigilava ed animava colui che teneva il banco.
Non ci crederete ho sempre ammirato ed invidiato questa figura, il suo modo di tenere il sacchetto, di creare l’attesa tra i presenti, di estrarre il numero, ammiccare , e dichiararlo magari facendolo precedere o seguire dai simbolo della smorfia, dal 33 “gli anni di Cristo” al 77 “ le gambe delle donne”.
Quando sono diventato grande e ho avuto la possibilità mi sono subito candidato a questo ruolo, non per motivi venali ma solo per puro protagonismo, per divertirmi mentre gli altri si divertono. Ho anche diverse tombole, ovvero offro a parenti e amici un servizio completo, ed auspico sempre che questo momento in cui la famiglia è unita, si diverte, gioca e litiga, non si trasferisca nel libro dei ricordi o peggio si trasformi in una app da smartphone.
Nessuna applicazione potrà emozionare come quando si sente nel soggiorno l’urlo liberatorio che dichiara “tombolaaaa!!” Credetemi.

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