Panettone o Pandoro, questo è il dilemma. In realtà basta comprarli tutti e due e il dubbio amletico non sussiste più, a meno che non si voglia dare il via ad un vero e proprio questionario, tipo :
Panettone o Pandoro ?
Artigianale o Industriale ?
Tradizionale o Vegano ?
Se avete scelto Panettone lo volete con uvetta, canditi, cioccolato o gelato ?
E si potrebbe continuare così, forse all’infinito, direttamente proporzionale alla creatività del mastro pasticciere o del punto vendita, infatti, poco fa, ho scoperto che, da quest’anno, anche il mio fornitore di capsule per caffè proporrà il suo panettone, alla crema di caffè, naturalmente.
Poi esistono i formati, piccoli, medio, maxi. Ricordo uno di cinque chili, un mitico Alemagna, che arrivò come regalo di Natale, negli anni ’60. Io ero piccino ma il suo involucro mi si manifestò poi negli anni seguenti, nonna Livia lo aveva infatti conservato e riposto nel sottoscala, dove assolveva al ruolo di porta minuteria varia e al tempo stesso stupiva i nipoti.
Quando c’erano ancora i negozi Motta (il cui logo richiamava il Duomo e la grande M Milano) era facile , nel periodo delle feste, vedere le persone farvi colazione con cappuccino ed una fetta di panettone, i più temerari facevano fuori anche un intero Mottino.
Il panettone era sinonimo di Natale e lo è, per fortuna, anche oggi, salvo tentativi, fuori stagione, di trasformarlo in un dolce qualsiasi. Speriamo non accada mai, perderebbe il suo fascino e con esso l’attesa del momento che lo accompagna.

