-22 “Canto di Natale”

L’attesa del Natale non può prescindere dalla ri-lettura di Canto di Natale di Charles Dickens.
Aveva 24 anni il suo autore quando lo pubblicò per la prima volta, a puntate, su un un giornale, era il 1843.
Da allora le versioni di questa storia sono state innumerevoli e per me ha rappresentato una sfida annuale nel cercarne sempre di nuove.
Dalla celeberrima Disneyana che rende omaggio alle origini di Zio Paperone (che in inglese si chiama Uncle Scrooge come Ebenezer Scrooge l’avaro protagonista) ai Muppets, dai numerosi film e cartoon a quella di Geronimo Stilton, che leggerò quest’anno.
Un libro da regalare, rappresenta la speranza del Natale, che ci si ravveda, che il bene trionfi sul male, che l’avidità lasci, almeno per un giorno, spazio alla generosità.
Una storia che da adulto definirei laica e multiconfessionale ma che da bambino leggerei per crescere più illuminato e speranzoso, per non assomigliare agli adulti, che con le loro certezze mi spaventano sempre di più.
Dobbiamo affidarci anche a queste piccole grandi storie per avvicinarci più consapevoli al vero significato della festa del Natale, non è solo la festa dei commercianti, è la nostra occasione di riscatto, e se anche l’ottocentesco Dickens può aiutarci ben venga Canto di Natale.

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