“Facciamo shopping ? ” Facile a dirsi ma…

Girare per centri commerciali rappresenta un’esperienza che bisogna provare almeno una volta nella propria vita! Girare secondo le regole, secondo il canone del viandante che vaga alla ricerca di qualcosa e che forse non troverà mai.I gentili maschietti facciano davvero da “cavalier serventi” e seguano per un’ora le loro pulzelle in territori come Desigual, Zara, Benetton. 

Sottopongano le loro membra e la loro psiche alle prove dello scudiero che reperisce la merce. Ruolo di solito svolto stando fuori dal camerino, dove, dandosi un’aria indifferente, stile ascensore in movimento, e non guardando gli altri, mariti e fidanzati, che sostano in silenzio.

Tutti tacciono, i più fortunati fingono di accudire il bambino nel passeggino, fingono perché il bambino è fuori con la suocera. 

Allora usano come ultima risorsa il telefonino, lo smartphone, isola felice, distrazione lussuosa, da ostentare come Mister Bean, ma ciò non è possibile. Nell’era del 4G il segnale non prende. 

L’imbarazzo cresce, l’ansia pure, il caldo aumenta, le lampade poste nel controsoffitto emanano un calore di 1200 watt, da interrogatorio di polizia. È in questo clima che un braccino spunta improvvisamente dal camerino risvegliandovi dal torpore simile al coma e con voce suadente ma perentoria vi dice, porgendovi un vestito , “mi procuri la S o la M ?”.

È ovviamente un ordine travestito da domanda retorica, e voi, che siete in un negozio di almeno 300 metri quadri, sconosciuto, dovete uscire e in 30 secondi trovare dove è appeso quel vestito e quindi individuare la taglia richiesta. Nella maggior parte dei casi annaspando, perché i vestiti sono privi dei cartellini che indicano la taglia, distrutti da altri uomini durante le crisi di nervi sopravvenute alla vana ricerca. 

Potreste chiedere aiuto ad una delle commesse ma poi, la vostra partner, vi odierebbe , dovrebbe condividere con quell’estranea il momento della scelta, il confermare, sempre all’estranea, che la taglia va bene, e che è tutto ok. No, meglio non rischiare, e quindi degni emuli di partecipanti a “Giochi senza frontiere ” date sfoggio della vostra esperienza cercando di raggiungere l’obiettivo della missione.  

Al termine di tutto ciò dovrete affrontare il secondo passaggio, fondamentale per il quarto (che poi scoprirete!) ovvero pagare alla cassa . Si consiglia di essere cortesi ma non “piacioni”, soprattutto comprensivi con le cassiere e il loro lavoro, servirà per il punto 4.

Il terzo passaggio avverrà dopo l’arrivo a casa, la vostra compagna sparirà per un tempo indefinito, è il momento della “controprova” , dell’abbinamento di quanto acquistato con altri capi già presenti nell’armadio. Abituatevi, fate altro, se avete la passione per la cucina potete mettere su un minestrone, ma non quelli surgelati, tagliate pure con calma le verdure, c’è tempo.

Quando la vostra metà riemergerà saprete se la missione si è conclusa oppure dovrete dare vita al punto 4 ovvero riportare indietro gli abiti che non convincono: i più scafati conoscono la tempistica e si muovono a proprio agio, inoltre, come si diceva prima, se la commessa si ricorderà di voi e della vostra simpatia avrete meno problemi ma tanta , tanta, comprensione.

  

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