Ci mancava Expo! Tutti già parlavano di cibo e piatti come novelli Artusi (chi è Artusi? Cercatevelo?) Dicevo (e basta interruzioni!) che tutti dissertavano di zucchine e flambé quando arriva Expo! Ovvero la naturale conclusione di un grande complotto durato anni.
Il tentativo, mai riuscito a nessuna dittatura, di omologarci, ma che già Pasolini vedeva attuabile con il consumismo di massa.
Programmi di cucina, prove del cuoco, chef del diavolo, bimbi cuochi, benedette parodi in tutte le salse e tacchi, antonelline clerici con prole e marito, Cracco che fa il fico e pubblicizza le patatine, gamberi rossi, a strisce e a pois.
Tutto per rimbecillirci, trasformarci da 60 milioni di commissari tecnici a 60 milioni di cuochi dilettanti.
Dal risotto di D’Alema alla cassoeula di Bossi anche la politica si era impadronita del cibo, ma il suo piano era miseramente fallito.Tra prime e seconde repubbliche molti di questi affabulatori sono stati mangiati, digeriti ed espulsi; si sa tira più uno spaghetto alla puttanesca che una convergenza parallela.
Provate poi ad entrare in libreria, oggi si stampano solo libri di, sulla, in, con, tra, fra cucina! Esistono di ogni tipologia, alcuni contengono anche mini forni per cucinare in treno e mangiare quando si arriva a casa .
C’è poi chi li legge per fare il fico e teorizzare di sushi e sashimi, di pasta fillo e pasta sfoglia. Chi non li legge e poi si spaccia per raffinato enologo e ordina un chiantino! Chi teorizza di una sana cucina a vapore e poi viene sorpreso al fast food in compagnia di un mega hamburger ipercondito per un totale di 1560 di colesterolo, solo quello cattivo però.
E il momento più importante? Quello del mattino? Quello del risveglio, dove senza consultare mail e guardare la tivù dovremmo sorridere alla giornata? Beh quello ce l’hanno rovinato i Pooh “Colazione per modo di dire tutto in fretta bisogna partire ” dicevano già in “Pronto buongiorno è la sveglia”. Quindi, cari nutrizionisti, avete bucato almeno due generazioni, chi contraddice Facchinetti e uno che si fa chiamare Red Canzian ?!
E poi diciamocelo facile parlare del cibo ma nella maggior parte dei casi, come accade per il sesso, chi ne parla tanto poi, in realtà, ne fa poco o per niente. Perché per amare veramente il cibo, conoscerlo, adorarlo o odiarlo, criticarlo, bisogna praticarlo, collezionare come in guerra cicatrici di tagli e scottature, urlare per le sbollentature, fare fondere le pentole nel microonde, e piangere, piangere sì, per le cipolle . Solo così, alla fine, non riderete, ma sorriderete, quando il vostro piatto dopo tanta fatica sarà gustato dai vostri amici ricordandovi che il cibo è come fare l’amore: fatica, sudore, per pochi minuti di passione che si concludono con il fatidico “ti è piaciuto??”.
