Canone Rai : specchio dell’Italia

Le polemiche sul pagamento del canone sono lo specchio di cosa sono in realtà gli italiani. Un popolo già definito e diviso in furbi e fessi, lo diceva già  Prezzolini negli anni ’20.Sembra scritto ieri.

Per la cronaca , il canone è una tassa , quella sul possesso dell’apparecchio radiotelevisivo, che detto così , in un’epoca di tablet e you tube e già di per se anacronistico. Forse dovrebbe diventare proprio un canone, la tecnologia digitale lo permette, quindi ciascun abbonato potrebbe scegliere se sottoscrivere tutta l’offerta Rai oppure parte di essa, con cifre variabili e con il distacco del segnale in caso di mancato pagamento.  Ed ecco a voi Prezzolini:

I cittadini italiani si dividono in due categorie: i furbi e i fessi.
Non c’è una definizione di fesso. Però: se uno paga il biglietto intero in ferrovia; non entra gratis a teatro; non ha un commendatore zio, amico della moglie e potente sulla maatura, nella pubblica istruzione, ecc.; non è massone o gesuita; dichiara all’agente delle imposte il suo vero reddito; mantiene la parola data anche a costo di perderci, ecc. – questi è un fesso.
I furbi non usano mai parole chiare. I fessi qualche volta.
Non bisogna confondere il furbo con l’intelligente. L’intelligente è spesso un fesso anche lui.
Il furbo è sempre in un posto che si è meritato non per le sue capacità, ma per la sua abilità a fingere di averle.
Colui che sa è un fesso. Colui che riesce senza sapere è un furbo.
Segni distintivi del furbo: pelliccia, automobile, teatro, restaurant, donne.
I fessi hanno dei principi. I furbi soltanto dei fini.

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