Germania Brasile 7 a 1: la sconfitta del secolo

Germania Brasile 7 a 1. La mia generazione, quella di Italia Germania 4 a 3, la partita del secolo , celebrata da una targa allo stadio Azteca, subì poi il 4 a 1 dal Brasile di Pelé e l’addio definitivo della Coppa Rimet ( veniva assegnata definitivamente a chi avesse conquistato tre edizioni della coppa del mondo, e tutte e due le finaliste avevano gli attributi giusti).
Adesso il Brasile vorrebbe scappare, fuggire, ma no, gli tocca anche la finale per il terzo e quarto posto e nell’attesa non sa in chi sperare d’incontrare, i fratelli di Maradona o i tulipani d’Olanda?
Per la mia generazione è la fine di un mito del calcio, per la mia generazione è la conferma che la programmazione vince anche nello sport, come la Germania che negli ultimi dieci anni ha investito nei vivai, nelle nuove generazioni, punendo con il carcere i presidenti delle squadre dediti più ad attività speculative che a missioni sportive, anche se sempre altamente redditizie.
Non è più il tempo del prendiamo la palla e andiamo a giocare, anche il calcio esige più palleggio e meno cazzeggio, più sudore e meno parole. La lezione al Brasile è una lezione per tutti noi, anche per un’Italia calcistica , per un giorno dimenticata, ma che non ha ancora ne un allenatore ne un vertice federale.
Giornata di grande “tristeza” ma, non dimentichiamolo mai, è solo un gioco , ventidue uomini adulti in mutande che inseguono una palla, serve a sentirsi meglio nel più illogico degli sport .

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