Primo Maggio : festa per privilegiati?

Comunque la si pensi oggi è il primo maggio, e dovrebbe essere la festa del lavoro .
Come si vede abbiamo una certezza sulla data ma un condizionale sulla festa da celebrare.
Il condizionale è d’obbligo, diceva qualcuno, ma anche l’abito scuro è d’obbligo, specie ai pranzi di gala, e la rivoluzione, si sa, non è un pranzo di gala come diceva Mao Tse-tung.
Insomma oggi si dovrebbe festeggiare , non lavorando , il lavoro, quindi abbiamo una festa d’élite, per pochi privilegiati, che rischia di vedere i suoi membri ridursi sempre di più .
Non è infatti una festa per gli studenti, loro non lavorano ne lavoreranno mai quindi cosa hanno da festeggiare.
Non lo è per le casalinghe e i casalinghi, anche oggi staranno lì a spadellare e a sentirsi dire ” beata te che puoi gestire il tuo tempo!”.
Non lo è nemmeno per i pensionati, da sempre , la maggioranza di loro ha poco da festeggiare e nemmeno è una festa per chi è esodato o in mobilità .
Come si diceva, una ristretta cerchia, un gruppo, sempre meno compatto e sempre con meno diritti.
Poco solidale e disposto a fare la pelle al proprio collega per mantenere il lavoro, dove il mobbing viene istituzionalizzato attraverso lo stage, il perenne corso di formazione, la ritenuta d’acconto o la partita iva.
Dove i diritti non vengono nemmeno reclamati o fatti valere attraverso i sindacati, perché meglio non “disturbare ” il manovratore, sia esso il datore di lavoro o il capoufficio.
C’è poco da festeggiare, manca il tema, non c’è lo svolgimento , si è fuori tema, come si diceva una volta, quindi quattro e tornare accompagnati dai genitori.

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