“ROVINOSAMENTE SULLE ROVINE”

Una cosa è certa, ancora non so dove sia finito Capezzone, quello che invece ho tanto atteso non è accaduto.

Ho fatto un “fioretto”, ho detto non scrivo più fino a  quando il nuovo governo non si insedia e promulga un bel decreto. Ma rischio di non scrivere più davvero, a parte il decreto per Roma Capitale, che per molti ha un significato pari alla supercazzola di Tognazzi, nulla è cambiato.

Lo spread continua a soffiare minaccioso, gli economisti stanno alla trasmissioni televisive come i criminologi quando c’è un bel delitto, Vespa sta pensando al plastico della nostra amata nazione, e Monti con la battuta “andare a fondo” pronunciata ieri in quel delle sedi europee, scopre che sa far ridere. Dote non indispensabile , visto i  precedenti, per governare bene un paese.

Intanto la magione arcorese è già addobbata a festa, le luminarie, in città, sono già disposte, ma coscientemente spente, un po’ per tradizione un po’ per risparmio, suppongo. L’entrata di villa San Martino invece.  sembrava ieri, alle 19, la festa di Piedigrotta, un Cantanapoli brianzolo. D’altronde è appena uscito il disco di Apicella.

Insomma nulla cambia tutto si trasforma, come diceva l’inventore della plastilina (scherzo!) e abbiamo un governo di cui a fatica conosciamo volti e nomi e soprattutto voci. Forse ci penserà Fiorello a illustrarceli, forte del suo ruolo di salvatore della patria, di aggregatore nazional popolare ( per aver definito così i programmi di Baudo il presidente della rai di allora, Manca, per poco non fu sfidato a duello dal Pippone nazionale!).

In realtà Fiorello ha solo salvato la Rai, distrutta da coloro che volevano accontentare lui, Silvio, depauperandola di uomini e idee e quindi di pubblicità e soldi.

Come vedete, gira gira, si torna sempre a parlare di lui, e delle macerie che ha lasciato. Come quelle di Milazzo, Barcellona, Saponara, ennesima tragedia nazionale per un paese che, avendo fatto delle rovine del passato, motivo di orgoglio turistico ha pensato bene di trasformare in rovina anche il presente. Direi che ci stiamo riuscendo.

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