Anticipando il Natale di qualche settimana Berlusconi vola oggi a Bruxelles con una “letterina”.
Gli avevano chiesto soluzioni strutturali, la dimostrazione reale della volontà del nostro governo di mettere al riparo l’Italia dagli attacchi speculativi, di farla ripartire, di creare le basi per il futuro.
Sembra che tutto questo non ci sarà, solo una letterina di buoni propositi, sembra, perché poiché siamo in democrazia non ci è dato conoscerne i contenuti. Si sa la corrispondenza è riservata e quindi non possiamo leggerla.
Dobbiamo lavorare per salvarci, la Bce non potrà salvarci, non siamo come la Grecia, che aveva un prodotto interno lordo pari a quello della provincia di Vicenza, noi, e quando dico noi intendo tutti noi, abbiamo un debito pubblico enorme, il quarto al mondo, e non siamo la quarta economia al mondo, non abbiamo e non abbiamo mai avuto risorse naturali come petrolio, oro e diamanti, e una delle poche che avevamo, la creatività, viene oggi progressivamente messa in pericolo dalla mancanza di credibilità dei nostri governanti. A noi non ci salva nessuno, piuttosto ci fanno affogare.
Berlusconi e Bossi due figure emblematiche, più da tragedia che da farsa, quella che si consumerà oggi. L’Europa (diplomaticamente?) dirà che ci sono i presupposti ma che dobbiamo tradurli in realtà, Berlusconi trasformerà queste parole in consenso dei vertici europei, l’opposizione urlerà, ma quanto durerà? Quanto dovremo aspettare per verificare se la nostra economia sarà messa in sicurezza? Al massimo un paio di giorni, il tempo che i mercati si pronuncino. Ma niente paura! Anche in caso di ennesimo giudizio negativo la colpa non sarà loro, dopo i magistrati, i comunisti, i giornalisti, i giornalisti comunisti, è il turno di Bini Smaghi e di Draghi, tutti nemici di Berlusconi e Bossi. Neanche James Bond ne aveva così tanti, per lui c’era solo la piccola Spectre.

