Sono morti nello stesso giorno due riferimenti generazionali. Steve Jobs, che da ieri tutti sanno chi è, ma che in realtà, in Italia, pochi conoscevano (ma non lo ammetteranno mai!) ovvero un visionario per eccellenza, il classico sogno americano, che in un garage inventa non un computer ma “il computer”. L’altro personaggio era Guido Pancaldi, il giudice di tante edizioni di “Giochi senza Frontiere”, programma televisivo estivo della Rai e delle altre principali tv europee, di quando l’Europa era almeno unita giocando nelle mega prove di Popi Perani e i fischietti di Gennaro Olivieri e Guido Pancaldi certificavano, al posto della Bce, sconfitti e vincitori.
Tutto questo accadeva ieri, nel giorno in cui il presidente del consiglio esternava dopo tanto tempo e lo faceva, come al solito, debordando, dicendo di voler rifondare il partito e chiamarlo “Forza Gnocca” questo, naturalmente, a poche ore dei funerali di cinque giovani donne, a Barletta. Ma non parlerò di questo, troppo facile, ormai questo tipo di esternazioni assomigliano sempre di più a dei titoli di coda, e comunque non mi preoccupa tanto lui quanto alcuni imbecilli che gli girano intorno, mentre l’opposizione è impegnata nell’analisi etimologica e dietrologica della “forza gnocca”, molto rumore per nulla solo materia per il “Male” rinato, bentornato!
Voglio invece tornare a Steve Jobs, il grande visionario, che insieme a Bill Gates potrà essere ricordato con l’affermazione “ ci resero più universali ci resero più ignoranti”. Sono infatti convinto che la diffusione dell’utilizzo del computer ha reso alcune persone sempre più ignoranti e adesso stiamo crescendo una generazione di bignami. Chi scrive non può essere collocato come nostalgico o vetero consumista, ho iniziato scrivendo con la macchina da scrivere ( nome, già di per se, un po’ strano) ma non la rimpiango, non rimpiango il bianchetto e gli errori. Ho avuto computer di ogni tipo, palmari, agende elettroniche , notebook e netbook, ma allo stesso tempo, per lavori di ricerca, se utilizzavo anche le fonti del web, confrontavo e confronto con enciclopedie cartacee, anche datate. Questo mi ha portato a scoprire che molte enciclopedie on line contengono diversi errori, ad esempio alcune incappano o incappavano (magari nel frattempo, con l’incubo della legge sulle rettifiche, hanno corretto!) nell’errore di indicare il mese di novembre , ovvero quello delle elezioni, come data della nomina del nuovo presidente Usa, dimenticando che entra in carica a gennaio, quindi anche un anno dopo.
Peccati veniali ma che emergono dal confronto delle fonti, oggi gli studenti, attraverso il web hanno un serbatoio enorme di informazioni ma “ottimizzano” tempo e risorse facendo dei rapidi copia ed incolla, leggendo velocemente il tutto stampando e consegnando al professore. Ovviamente, di questo passo, avremo 20, 30, relazioni simili o uguali, e il merito della ricerca sarà del redattore della voce enciclopedica. Questo stile lo considero un po’ pressappochista, da riassuntivi mordi e fuggi, un po’ come i bignami, quei libretti che, per poche migliaia di lire, condensavano lo scibile scolastico:dal latino alla storia dalla matematica alla geografia.
Un comportamento presente anche fuori dalla materie scolastiche, ad esempio nella fruizione dei film. L’altra sera un mio amico, anche lui tecnologicamente evoluto pur vicino ai 50 ha visto il dvd del film “fast & furious”. Il figlio sedicenne ogni tanto passava e sottolineava la “forza” di quella o della prossima scena, ma il figlio non aveva mai visto il film, solo spezzoni su you tube, un’altra forma di bignami, un lavoro cinematografico di due ore condensato nei suoi quattro capitoli essenziali, una vera soddisfazione per gli autori e un danno ai mercati del cinema e dei dvd. Questo accade in un giorno dove l’Ikea annuncia un cambio di stile e forma per le librerie Billy, consapevole che, ormai, sono sempre più presenti gli e-book e gli e-reader, un mondo dove le stesse edicole stanno segnando il passo costrette ad offrire servizi aggiuntivi come la ricarica delle mense scolastiche per non dover ammettere una crisi in crescita, con una clientela di piccoletti o di 40-80enni nostalgici della carta. Torniamo così a Jobs che ci ha dato tanti bei strumenti ma che dobbiamo imparare ad utilizzare e non essere utilizzati, rischiamo l’omologazione delle fonti e degli strumenti, simile a quella che si prova il mattino vedendo i titoli della free press, sovente tutti uguali. Dobbiamo re-imparare ad andare in giro con il nostro senso dell’orientamento e non tomtomizzarci, capire che forse il medico ne sa di più su quel piccolo dolorino e non precipitarsi a cercarne sul web la possibile causa dove , sicuramente, ci sarà anche un male incurabile.
Nell’epoca più tecnologica che abbiamo dobbiamo far capire alle macchine che siamo noi gli esseri pensanti. E’un peccato, una migliore e razionale conoscenza del web e degli strumenti tecnologici consentirebbe di essere più informati e a capire prima per prevenire ed evitare, ma forse è proprio quello che non vogliamo.
Per quanto mi riguarda grazie Steve e un commosso “ciao papà!” dal mio iphone !

