Sono stanco. Capisco, tollero, comprendo, ma quando questa mattina ho letto un titolo di un quotidiano “Silvio come Amanda” sono crollato. Pur avendo riposato, nonostante i fantasmi recessivi dell’annuncio di Moody’s in seconda serata, un senso di assoluta stanchezza ha invaso le mie membra. Non starò qui a fare, per l’ennesima volta, la Cassandra, sono arrivato ormai alla conclusione che l’italiano è pervaso da un senso d’inadeguatezza, non vuole ammettere i suoi limiti, ama essere quello che non è e avere quello che non ha o, ragionevolmente, il suo reddito, non gli consentirebbe. Stiamo imitando i peggio cinesi, uccidiamo cinque donne in uno scantinato, messe lì a produrre magliette per 14 ore a 4 euro l’ora. Qualcuno, pervaso da pietà cristiana, dirà di non accanirsi nei confronti dei padroni di queste “schiave” in fondo è morta anche la loro figlia, passata, per caso, a cercare i genitori. E la cultura meridionale, che conosco bene, costringerà i parenti di quelle povere vittime a fare le condoglianze ai loro aguzzini. Tutto questo mentre il default è lontano, il declassamento è vicino, e il licenziamento è l’unico rimedio. Un giorno, si racconterà che c’era una volta il posto fisso, era bellissimo, permetteva di avere dei sogni e pian piano realizzarli. Poi tutto crollò, ma invece di rimboccarsi le maniche e far si che i più ricchi aiutassero i più poveri giunse una lettera dalla Bce “licenziate più rapidamente!” . Nacque l’articolo 8, qualche azienda disse “ma com’è bella questa legge…se io elimino tot dipendenti aumento tot di fatturato”. E fu così che iniziarono i licenziamenti. Milioni di lavoratori persero il posto, alcuni persero tutto ciò che il lavoro garantiva, la casa, l’auto, altri divorziarono o si separarono, convivendo però sotto lo stesso tetto, divorziare costava. Nonostante questo il pensiero dei più non cambiò, non era vero, non c’era la crisi, “ce l’hanno con noi” dicevano” con Lui”. Ma la crisi aumentò, chi era ricco divenne sempre più ricco, chi era povero finì per ammalarsi, e quando le malattie non lo conducevano alla morte il suicidio restava l’unica soluzione, ovviamente gettandosi sotto un treno o da un palazzo, spararsi costava troppo.
Il finale di questa “favola” non l’ho scritto e spero di non doverlo scrivere mai, mi auguro di svegliarmi da questo torpore, abbiamo bisogno di imprenditori nel vero senso della parola, di governanti nel vero senso della parola, di un “popolo” nel vero senso sella parola. In un’Italia che, nel suo 150mo, è da tutte le agenzie di rating “calpesta e derisa”, invece di costruire ci si autodistrugge , invece di iniziare, almeno iniziare, a collaborare, si litiga, anche all’interno dello stesso gruppo politico.
Che schifo! Come mi fa schifo, che il parlamento sia impegnato nelle prossime settimane a discutere di una legge sulle intercettazioni, come se il nostro futuro dipendesse da ciò! E questo penseranno anche all’estero quando, nei prossimi giorni, vedranno alla televisione (la tv la vedono anche all’estero!) un parlamento preso a dibattere su una legge anti intercettazioni invece che su un piano di rinascita.
Ma tutti gli italiani stanno zitti, non reagiscono, talvolta palesano il proprio giudizio a qualche sondaggista, talvolta si sfogano con il prete, ma questo accade perché coperto dal segreto. Non è paura, perché se così fosse saremmo in un film di genere mafioso, pieno di omertosi, l’italiano è solo ricco d’ignavia, ovvero privo di volontà e forza morale. Quel peccato capitale che non possiamo, non potete, oggi approfondire nemmeno su Wikipedia. La grande enciclopedia on line ha infatti bloccato le sue pagine, per protesta contro il progetto di legge “ammazzablog”. Basta! Non ho più parole!


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I Sindacati sono morti, evviva il sindacato. La gente muore per 4 euro l’ora e ringrazia il padrone per questo…..”almeno lui ci dava un lavoro per sfamare i nostri figli”……di tutto questo alla gente non gliene frega niente finchè un giorno non tocchrà a loro essere licenziati e a dover lavorare per 4 euro l’ora.
I Sindacati sono morti, evviva la P2.
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