Farò come Pasquino

Nel giorno in cui ci ha lasciato Wangara Maathai, signora degli alberi, una vita spesa per salvare le foreste africane, premio nobel per la pace del 2004, il nostro “ambiente” chiamiamolo così, si ammorba ulteriormente di dichiarazioni “creative” dei nostri politici e opinion leader sempre più simili a difensori d’interessi di bottega che a quello tanto desiderato di statisti e uomini di governo.

In fondo se il Bagaglino chiude, è notizia di oggi, il motivo è “ovvio”, come direbbe il mio amico Roberto, una volta si andava nei locali del Salone Margherita per ridere degli uomini politici oggi i politici fanno da soli e sono anche più bravi, vedi Brunetta con il certificato antimafia o la Gelmini con il tunnel. Quindi meglio chiudere che corrispondere i diritti Siae anche ai politici.

Tutto questo accade alla vigilia di importanti sedute del parlamento per discutere di una legge indispensabile per il nostro futuro, ovviamente nessun provvedimento economico ma il solito disegno di legge sulle intercettazioni, perché, come ebbi già a dire, il problema fondamentale del nostro paese è  evitare di sapere le “cose”, meglio non saperle e dare la “stolta” illusione che vada tutto bene.

Il disegno di legge è anche “portatore insano” di una norma ammazza blog dove i  gestori dei siti dovranno obbligatoriamente rettificare ogni contenuto pubblicato, semplicemente sulla base di una richiesta di soggetti che si ritengano lesi dal contenuto in questione. Non c’è possibilità di replicare o precisare, chi non rettifica paga fino a 12mila euro di multa.

La cecità e l’ignoranza dei nostri governanti, impedisce loro di capire, che la rete è fatta anche di “mondi” come Twitter e Facebook, difficilmente censurabili e rettificabili, dove basta un commento per innescare un dibattito. Parlano di Blog, quando, anche chi scrive, sa che questo tipo di spazio sul web è destinato ad essere superato, e, nella maggior parte dei casi, è più un valido strumento terapeutico per sfogare attraverso le parole quello che invece sarebbe incanalato in rabbia e schifo.

Questo per fare capire che, come sempre, si “disegnano” norme repressive senza capire di cosa si sta parlando, senza nemmeno ascoltare magari il nipote di quattro anni che forse, di internet, ne sa di più. E’ la paura che ottenebra questa gente, è per questo che non saranno mai degli statisti ma dei meri portatori d’acqua di questo o quel governante, dove il governo delle tre i, tra cui internet,  passa dalla censura sul web o, meglio, da forme coercitive di autolimitazione.

Vorrà dire che in attesa di cambiare argomento a questo blog  mi allenerò a diventare come Pasquino, una statuaccia romana ancora presente nella capitale e resa celebre tra il XVI  e il XIX secolo. Le pasquinate erano dei cartelli appesi nottetempo al collo di Pasquino, famosi quelli contro il Papa re , come il celebre “Ciò che non fecero i barbari lo fecero i Barberini” destinato a Papa Urbano VIII dell’omonima famiglia, Fino a quello apparso nel 1938, alla vigilia della visita di Hitler a Roma “Povera Roma mia de travertino, te sei vestita tutta de cartone, pé fatte rimirà da’n imbianchino.”

Un invito a tutti i blogger a scrivere così, sarà difficile che qualcuno chieda la rettifica, per farlo bisognerebbe saper leggere.

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