Ricordate il Monopoli? Ogni volta che si transitava al via la banca ci dava 20mila lire. Un modo per galleggiare, per chi, oberato da terreni ipotecati e pagamenti di tasse, vedeva in questo obolo qualcosa per andare avanti nel gioco.
E a questo devono aver pensato i Leghisti introducendo nella manovra l’emendamento attraverso il quale le rimesse all’estero degli immigrati saranno tassate del 2% con una fisso minimo di 3 euro.
Ricorda un po’ la scena di “Non ci resta che piangere” dove un daziere ripeteva ossessivamente “un fiorino” alla coppia Troisi e Benigni che cercavano di ripassare il confine per recuperare la caciotta caduta.
Perché, anche in questo caso, si parla solo ed esclusivamente di caciotte, le rimesse all’estero degli stranieri ammontano a 6,7 miliardi, attraverso la nuova imposta di bollo arriveranno circa 100 milioni.
Certo, sono esclusi quelli che hanno la matricola Inps e il codice fiscale, un messaggio per dire “colpiamo gli irregolari”, ma, considerando, che per un bonifico di 300 euro pagheranno 6 euro e che al di sotto dei 150 euro (visti i 3 euro fissi) non converrà inviare il denaro, sempre di caciotte si parla, con un profilo diverso, pura demagogia per chi tassa, sostentamento per chi paga.
Attraversato da tante vicende familiari, bellissime e bruttissime, sono stato alla finestra in questi giorni, quasi rifiutandomi di commentare una manovra dove aspettavo la tassazione a targhe alterne, o nei giorni pari per quelli più bassi del metro e settanta.
Ma adesso non ce la faccio più, è ora di indignarsi, di marciare , di fare qualcosa, quando si legge che adesso , adesso , scoprono che c’è chi ha aderito al condono del 2002, ha iniziato a versare le prime rate e poi nulla nonostante i solleciti, da quelli si potrebbero recuperare circa 4 miliardi, che scusate, il quesito nasce spontaneo, risultano più consistenti dei 100 milioni di caciotte ma soprattutto ci fanno chiedere perché non siete andati a prenderli prima.
Improvvisare, galleggiare, creare e poi distruggere nell’arco di 24 ore, mai, come adesso, il titolo di quel film sintetizza cosa sta accadendo, ovvero “Non ci resta che piangere!”

