150mo il giorno dopo:ed ora cambiamo registro!

Energizzato dal ritrovato sole, che sta entrando in forze nel mio studio, sono anche contento di come sia andata la giornata di ieri. Tanta gente, tante bandiere, nonostante la pioggia e il brutto tempo. Non posso credere che erano tutti mossi da ordini di servizio (dipendenti e famiglie di aziende sponsor del 150mo) piuttosto dalla voglia di festeggiare , con i figli e i parenti, un anniversario che dire storico è limitativo e di cui si parlerà, come diceva mio padre, a veglia, negli anni successivi.

Le bischerate di Borghezio, il suo Buona Padania a tutti, simile sempre di più ad un slogan retrò, i fischi fuori luogo contro Berlusconi (condivido il metodo ma non quando c’è il presidente della Repubblica e l’evento è Storico) ma sopratutto le minchiate dei SVP trentini, che rivendicano una immediata  separazione dall’Italia (la facciano pure! Poi all’Austria le dovranno pagare le tasse!!) dicevo, tutte queste punture di spillo, non hanno rovinato una giornata ricca di notizie,  informazioni, dove tra satellite e digitale terrestre, questa volta, si faceva a gara a chi ne narrava di più.

Purtroppo, però, tutto questo appartiene alla festa del villaggio (globale) di ieri, oggi è un altro giorno, lunedi si apre un nuovo processo poer Berlusconi, il Giappone rischia di morire, quesi per contrappasso Dantesco (essendo stato la prima vittima di un’atomica) proprio a causa del nucleare, il governo, invece di occuparsi di fisco ed occupazione, perde tempo con la giustizia penale, mentre quella civile annaspa, soprattutto per mancanza di risorse. Ai confini, la Libia, grazie anche alla risoluzione Onu di questa notte, rischia di diventare una polveriera pronta a scoppiare, anche in termini di sicurezza dei voli ( ricordate Ustica??) e comunque restano sul piatto una serie di problemi che vedono la nostra nazione sempre più un fanalino di coda perche negli ultimi tempi siamo stati “calpesti e derisi perche non siam un popolo perchè siam divisi” !

Forse è opportuno uno scatto d’orgoglio comune, la rimozione di priorità di ordine giudiziale e la ricerca di un obbiettivo che ci faccia sentire come ieri di appartenere a questa nazione che non deve essere conosciuta nel mondo per le vicende di letto e di bonifico di un uomo, da risolvere presto in sede giudiuziale, ma per la storia de suoi 150 anni, sennò, e quanto mi costa dirlo, avevano ragione i leghisti, e ieri era meglio lavorare

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