Sono un cretino! Mi sono iscritto anch’io al gruppo contro il film di Neri Parenti che vuole dirci come era iniziato Amici Miei, facendolo svolgere , presumo, nella Firenze dei Medici. Un prequel di cazzeggi rinascimentali con un cast che va De Sica a Ceccherini, da Placido a Benvenuti. Ed’ è stato appunto De Sica che, in risposta al gruppo che si è costituito su Facebook in critica a questo film, li, anzi, ci, ha definiti tutti cretini. In realtà stava scherzando, spero, anche perché mi risulta che il diritto di critica esista ancora e in campo cinematografico e artistico dovrebbe essere praticato di più per evitare che tutto, prima o poi, compresi i film di Bombolo, vengano sdoganati come opera d’arte e poi, magari, alla fine, meritori di finanziamenti del ministero Bondiano (di Bondi non dell’agente 007!).
Non so nemmeno se ne è valsa la pena fare un gruppo su Facebook, secondo me ha dato solo maggiore pubblicità ad un film che potremmo definire, già dal trailer, una minchiatona estiva. D’altronde non bisogna cadere nel facile esercizio retorico di definire “Amici Miei” un’opera d’arte, in realtà era un buon film, girato da Monicelli in luogo di Pietro Germi, che si era ammalato, e collocato dal regista, recentemente scomparso, nella Toscana in cui si svolge. Ricordo mio padre, toscano, che lo aveva visto prima di me, emozionarsi al racconto delle “zingarate” dei protagonisti, in fondo la mano leggera e autorale di Monicelli, il gruppo di interpreti, aveva trasposto sullo schermo il costume, i tempi, di un’Italia che c’era, fatta di goliardia e Ifigenia in Aulide ( cercare, per capire, la versione universitaria!).
Oggi anche la comicità non esiste più, deve essere rapida e triviale, altro che tempi comici, le scorregge di Bombolo e i rutti di er Monnezza portati all’ennesima potenza, il tutto interpretato da attori, attori veri, che “si danno” a queste operazioni per ovvi motivi “alimentari”. In fondo anche De Sica padre ha interpretato delle cose di cui dimenticarsi ma almeno le alternava con veri e propri oggetti del ricordo, e sopratutto lo faceva per finanziarsi il suo hobby ludico del casinò.
Più difficile sarà per Michele Placido promuovere questo film con lo stesso piglio cultural- sociale che ha dedicato alla sua recente opera su Vallanzasca, per tutti, però, valga, la preghiera, nei vari salotti a cui saranno invitati, di evitare un “puntuale ricordo al caro maestro Monicelli” onde evitare che il caro maestro li fulmini dall’aldilà.


Il merito del primo Amici Miei era di uscire in un periodo storico culturale molto pesante, gli anni di piombo, con la sua leggerezza, i fondi a disposizione, il cast e la mano di un maestro si contrapponeva autorevolmente e culturalmente ai film commedia dell’epoca, ovvero le varie liceali, poliziotte, ecc… che con pochi fondi ed il nudo cercavano di farci dimenticare la realtà. Per questo dopotutto è considerato quasi un film d’autore. Questo è un film che tra ricostruzioni scenografiche, costumi, comparse a profusione non è costato pochissimo e collocandolo in un periodo storico lontanissimo e con il cast che ha scelto, diventa un cinepanettone in stile “A spasso nel tempo”. Che tristezza…
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