BESTEMMIA: LO SDOGANAMENTO CONTESTUALIZZATO

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Le mie origini sono toscane e il mio spirito e profondamente e radicalmente laico. Per questo ho un profondo rispetto e attenzione per ogni tipo di confessione religiosa, per questo, quando ero alle superiori, e i miei compagni di classe consideravano l’ora di religione come una pausa cazzeggio, proposi, inascoltato, un’esposizione delle diverse confessioni religiose e delle loro similitudini e differenze.

La nascita a Grosseto e le frequentazioni per vacanze in quel di Giuncarico mi ha, inoltre, vaccinato al fenomeno della bestemmia, da sempre deprecata, mai praticata e, talvolta, ascoltata con curiosità, quando pie donne come la “mì nonna”, che apriva e chiudeva chiesa, dava al padre eterno del “tegame”,  salvo poi dire che lei lo poteva fare, lui sapeva che lo diceva senza cattiveria .

Questa espressione della nonna mi è tornata in mente l’altra sera quando la Marcuzzi, a proposito della bestemmia di un concorrente nell’ultima edizione, la 11°, del GF, ha sottolineato l’involontarietà di quanto dichiarato.

Curioso che esistano bestemmie volontarie ed involontarie, ma ritengo ciò sia ormai naturale in un paese dove un premier pronuncia una bestemmia, raccontando una pessima barzelletta, e Monsignor Fisichella precisa  che bisogna “ contestualizzare”.

In questo clima di revisionismo sulla bestemmia, che costò a Leopoldo Mastelloni l’allontanamento dalla Rai, ed in attesa che un nuovo best seller faccia compagnia alla cuciniera Parodi e al Walter litizziettiano, ovvero una raccolta di tutte le più belle e creative bestemmie, in attesa di tutto ciò non poteva mancare la rivendicazione “sindacale” di un concorrente del Grande Fratello 10. Cacciato dalla casa sempre per una bestemmia, ha chiesto di rientrare, in quanto, anche lu,i l’aveva detta in buona fede. Come si conviene in questi casi, dopo un po’ di ammuina, il concorrente Massimo Scattarella, questo il nome, è stato collocato nel tugurio ed è stato aperto un televoto per farlo rientrare o meno nella casa, insomma un referendum o meno sul valore della bestemmia.

Mi auguro che si presti attenzione a quanto pensa il popolo anche su altri temi importanti , che meritano accurate contestualizzazioni, come la fecondazione assistita o il testamento biologico.

Nel caso il parlamento nutrisse dei dubbi suggerisco di far realizzare un bel televoto con in palio “ricchi premi, cotillons e fascia d’oro per la miss” (il virgolettato non è mio ma da “Grazie, prego, scusi” di Adriano Celentano)

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