
Le previsioni di spesa per i regali del Natale, appena trascorso, erano di 5.5 miliardi di euro, ne sono stati spesi solo 5, manca, quindi, mezzo miliardo.
Ma la notizia più interessante, indicatrice di una crisi che ancora, qualcuno, non vuole riconoscere, propugnando placebo di ottimismo, e che quest’anno non ha sofferto solo l’abbigliamento, settore storicamente penalizzato dalla vicinanza dei saldi e quindi dalla strategia dei consumatori, chi ha registrato una flessione, leggera ma significativa, è stato anche il comparto natalizio per eccellenza, quello dei giocattoli.
Chiunque abbia avuto figli e nipoti sa che esiste solo una lettera da posta prioritaria, quella per Babbo Natale o Gesù Bambino. Come dicevano i genitori di una volta “piuttosto non mi faccio io i regali ma i più piccoli devono trovare qualcosa sotto l’albero!”. Non siamo nel dopoguerra dove l’emozione di un’arancia come dono era pari a quella di ricevere un gioiello, ne, auspichiamo, che i piccoli di quest’epoca sognino un processo di adultizzazione che vedrebbe privilegiare i cosiddetti “regali utili” come cappelli, sciarpe, bretelle e soprattutto calzini, avranno tempo per riceverli. Nonostante ciò anche il settore del giocattolo ha avuto una flessione, piccola sui grandi numeri, un 2%, ma significativa per un settore da noi ancora molto stagionale, legato ai regali, e che trova approvvigionamento nell’estremo oriente e quindi gioca molto su margini di prezzo ristretti per rimanere competitivo.
E’ un brutto segnale, perché già da noi si gioca poco, se poi anche Babbo Natale ritiene che sia superfluo presto la Camusso avrà dei nuovi iscritti in veste di Elfi e Renne, prossimi alla cassa integrazione.
Speriamo solo che la flessione sia stata di valore e non di pezzi, Babbo Natale ha infatti ricevuto anche letterine ragionate, da consumatrici consapevoli, come Rebecca e Rachele, due sorelline che, ligie all’impegno preso con la mamma di non superare , per ciascun regalo richiesto, il plafond di 20 euro, hanno realizzato, per tutto il mese di novembre, un’accurata analisi di mercato, utilizzando i cataloghi dei centri commerciali e dei supermercati, quindi, selezionati i prodotti hanno scritto la lettera ed allegato alla stessa le foto dei prodotti, ritagliate dai volantini, consentendo così, a Babbo Natale, di scegliere dove approvvigionarsi con minore spesa e non commettendo errori. D’altronde si sa, il tizio con la barba bianca è ormai un po’ anziano e rischia di confondersi.
Battute a parte il giocattolo e, soprattutto, giocare, è importante, non dovrebbe mai mancare a nessun bambino e neanche agli adulti, quindi ben venga l’insegnamento ad un acquisto ragionato e consapevole, più vicino, per ciascun piccolo, ad una vera conquista che ad un qualcosa di dovuto, spesso, infatti, nel secondo caso, si rischia di non indovinare il regalo giusto, che finisce sullo scaffale o nel cesto ad impolverarsi, un vero peccato!
