
“Dire a qualcuno che è un gay è una vera e propria ingiuria, anche se la persona a cui è rivolta l’espressione ha effettivamente tendenze omosessuali e nonostante si dica chiaramente di non avere pregiudizi e anzi di essere “laici apertissimi”. A stabilirlo è la Cassazione, che ha confermato una multa di 400 euro per ingiuria nei confronti di un vigile 60enne di Ancona.” Così scrive oggi Repubblica , un altro traguardo, ma forse solo di carattere legislativo, diverso da quello che ci appare quotidianamente e soprattutto diverso dall’animo di chi frequentiamo quotidianamente.
Sabato sono andato a vedere l’ultimo film di Ozpetek “ Le mine vaganti”. Bello, uno Scamarcio, bravo, misurato, sono sempre più convinto si avvicini a Mastroianni, un attore che si fa modellare con piacere quando ha un regista che sa fare il suo mestiere. Un cast di prim’ordine (Fantastichini dopo il serial sul Mostro di Firenze ha preso molta confidenza con piangere e sentirsi male!) una Nicole Grimaudo in gran spolvero, che ci ricorda che spesso essere apparsi a Non è la Rai può essere stato solo un inizio. Come in tutti i film di Ozpetek aleggia quel clima di compartecipazione emotiva, carica di erotismo e di sapori, questa volta offerti dal clima Leccese. Il tema, quello dei due figli gay, viene affrontato, ma senza gag da Vizietto o crudeltà alla Brokeback Mountain, se ne parla, così, senza problemi.
Domenica , Canale 5, propone il post Grande Fratello, una sorta di rituale dove chi ha vinto viene aggredito dagli sconfitti e così via. Il pubblico sottolinea con il suo caloroso applauso la notizia che due delle fanciulle della casa (Ah! Come la pronunciava la Bignardi!) che si erano distinte per rappresentazioni labiali saffiche, proseguono la loro storia, e che presto andranno a vivere insieme.
Lunedi parlo con un amico, un uomo sui 45anni, moderno, aggiornato, anche di sinistra, e racconto il film di Ozpetek, manifestando la soddisfazione di avere visto un bel film e ricordandoglielo per quando uscirà in dvd. La sua risposta è “ Ma cosa hai visto? Un film di ricchioni! E io dovrei vedere un film di ricchioni??!!” Scherzava??
Oggi, martedi, la notizia della cassazione, spesso, però, una sentenza, una bella interpretazione, un caloroso applauso, non sono il segno di un cambiamento ma solo di un conformismo partecipativo, salvo poi restare tutto immutato quando il problema, ammesso che si riesca a definire ancora tale, ti si presenta tra le mura domestiche. Alla prossima!
Baci & Abbracci

L’altra sera ho visto con mia moglie “Mine vaganti”.
Bella commedia e do conferma di una Nicole Grimaudo in gran spolvero (anche se prima non sapevo nemmeno chi fosse).
Trovo che in questo film il tema dell’omosessualità sia solamente uno sfondo o meglio un pretesto per parlare di quello che per me è il tema centrale: la capacità dei genitori di educare i propri figli in modo da renderli completamente indipendenti nelle loro scelte. Il figlio che non ha il coraggio di dichiararsi gay, quello che dice di studiare economia mentre ha studiato lettere, la nonna che ha sposato un uomo pur essendo innamorata del di lui fratello…
Penso che il problema di molti uomini e donne sia quello di riuscire, nella vita, a fare scelte che non siano in alcun modo influenzate da terzi, partendo dai propri genitori.
Come esempio personale potrei citare il mio corso universitario, inutilmente tirato avanti in maniera sempre più agonizzante, sino al 21° esame, solo per la paura di scontentare i miei genitori. Conosco poi altri esempi di persone che hanno avuto un corso universitario inventato (tanto per citare il film) o addirittura coppie sposatesi senza convinzione dopo anni di fidanzamento perchè altrimenti…cosa avrebbe detto la gente?
Da fan di SOS TATA e da uomo desideroso di paternità penso che questo sia il compito principale di un genitore: crescere i propri figli educandoli alla capacità di scelte mature, consapevoli e soprattutto indipendenti.
Tornando poi al contesto del film, pur non dichiarandomi omofobo, se mi dovesse capitare di avere figli omosessuali devo ammettere che io per primo avrei io le stesse difficoltà che, il personaggio ben interpretato da Ennio Fantastichini, rappresenta. Forse sono rimasto mentalmente indietro di anni o forse il vero conformismo è quello di chi parla dell’omosessualità come di un qualcosa di normale salvo poi vergognarsi dei propri figli qualora si dichiarino gay (come dice qualcuno senza troppe perifrasi “sono tutti froci ma col culo degli altri”).
Fabio
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