Il detersivo, per lavatrice, trova oggi spazio in comodi e piccoli contenitori di plastica, è disponibile sia in forma liquida che in
polvere, si differenzia solo per marche e profumi. Negli anni ’70 imperava il fustino, un recipiente (forma geometrica ???) dove trovavano spazio circa 5 chili di prodotto, sorvolo sull’aspetto pubblicitario legato a questo tipo di prodotto e che magari affronterò in un altro momento, ma mi soffermerò sul destino che aveva questo oggetto, una volta esaurito il suo scopo di contenitore di polvere pulente. La mamma si recava in cartoleria e procedeva all’acquisto di un rotolo di carta adesiva, colorata, con foto oppure colorata e pelosa, una novità, e provvedeva a foderare esternamente il fustino che diventava un ennesimo contenitore di oggetti ed ammennicoli vari, soprattutto giocattoli. Il destino dei giochi si lega in questo periodo con i detersivi ed i formaggi. Alcune marche di detersivo, la mitica Tide, ad esempio, regalavano figurine e soldatini, bamboline ed altro materiale ludico. La magia stava nell’affondare le piccole mani nel detersivo ed estrarre un pupazzetto profumato di sapone. Un’altra categoria merceologica legata al gioco era il formaggino, la Kraft regalò una collezione di macchinine d’epoca in plastica, l’aspetto inquietante è che le ho viste tutte per la prima volta in una vetrina di un grande salone siciliano, età media degli occupanti: 65 anni degli anni ’70, e assoluta proibizione per il bambino, l’attuale scrivente, e per suo fratello, più piccolo di quattro anni e quindi più desideroso di affetto, di giocarci. Un’altra marca, forse la marca per eccellenza legata al gioco è stata la Locatelli con il formaggino Mio. Durante gli anni ’60 il gadget per antonomasia erano delle figurine con ologramma, si direbbe oggi. Ovvero che permettevano muovendole di muovere a sua volta l’immagine. Oggi sono praticamente introvabili, erano piccole, di carta quindi facilmente deperibili. Negli anni ’70 il gadget che imperverso di più con i formagini Mio fu il pupazzetto di plastica, assolutamente piatto, recava sul fronte l’immagine del personaggio, Yoghi, Topolino, Pippo, e sul retro la marca, il nome del personaggio e della collezione a cui apparteneva, era l’inizio di un primo collector’s club che con le sorpresine Kinder della Ferrero avrebbe trovato il suo compimento definitivo.
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