L’odore della madia

E’ vero certi odori appartengono solo ed esclusivamente alla memoria personale, il tempo tende a cancellarli e  rimangono solo nei ricordi di chi li ha vissuti a livello olfattivo, per essere narrati ai figli, ai nipoti, come un qualcosa d’importante che ha segnato la nostra vita. Uno di questi era la madia, una cassapanca dove la nonna materna gestiva sul coperchio il rituale del pane o della pasta,  realizzati rigorosamente a mano. Come un prestigiatore ed il suo baule dei segreti, all’interno della madia trovavano posto gli ingredienti per i rituali alimentari: farine, zuccheri, lieviti, che si sprigionavano insieme in un dolce coro quando un bambino, sulle punte dei piedi, sollevava il pesante coperchio. Un’altra nonna, quella paterna, custodiva le conserve e le scatole di pelati, piselli, nelle dispense. Carte colorate decoravano i diversi piani, carciofini sott’olio venivano ospitati in enormi anforone di vetro ed invitavano ad essere assaggiati gustati rubati, ed ecco che l’azione aveva luogo pescando con una grande forchetta l’agognato carciofino, come in una pesca al luna park, consapevoli dei bonari rimbrotti della nonna per avere unto la carta colorata .

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