Non ci sono più le stagioni di una volta, è vero! Infatti un rituale che è ormai destinato a sparire è quello del cambio dell’armadio. Un tempo c’erano addirittura i bauli, e non parlo dell’ottocento, alcune famiglie che per ragioni di spazio o economiche non si potevano permettere i giganteschi quattro stagioni (non era una pizza ma un armadione diviso in quattro parti!!!!!) destinavano il cambio stagionale dentro i bauli, di solito custoditi in garage, cantina o nel ripostiglio.
Negli anni ’70 erano diventati di moda gli armadi di plastica, ripugnanti contenitori color mobile marrone sostenuti da sbarre di ferro che a seconda del peso e del volume contenuto oscillavano pericolosamente
Un odore di naftalina invadeva la casa durante questo periodico rituale accompagnato dai soliti commenti sulla taglia, i colori, la moda.
Le donne della famiglia invadevano l’ambiente domestico con i loro risolini sui capi più o meno provocanti messi prima di diventare madri di famiglia o fidanzarsi. Io, bimbo, non capivo e venivo proiettato in una sorta di girone lussurioso fatto di reggiseno e mutande che si vestivano e si spogliavano, un gioco dell’abito fatto da bambole vere .
Gli abiti smessi venivano raccolti e portati al parroco che li donava ai poveri. Non era ancora terra di extracomunitari, ne di centri raccolta, ne di abiti gettati via in segno di consumismo sfrenato
